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A Padova ripartono i concorsi. In 6 mila da tutt’Italia per il posto fisso a Palazzo Moroni

Dalla giovane alla ricerca di un lavoro con tutele per le donne al laureato in lingue del Sud da tre anni senza occupazione

PADOVA. Precari di tutt’Italia a Padova per il posto fisso. Si è svolto ieri mattina il primo turno della preselezione per il concorso indetto dal Comune che vedrà l’assunzione di 60 istruttori amministrativi della categoria C con uno stipendio iniziale di 20. 344, 07 euro lordi all’anno.

Dato il grande numero di domande (6. 219 iniziali, di cui 6. 121 in linea con i prerequisiti richiesti e 96 esonerati), nell’osservanza delle disposizioni anti contagio, è stato necessario scaglionare i candidati in cinque gruppi: quattro hanno svolto la prova tra ieri e oggi (mattina e pomeriggio), mentre l’ultimo sosterrà la prova giovedì mattina. A queste seguiranno poi altre due prove, una scritta e una orale.

Dei 1. 218 partecipanti previsti per lo slot d’inizio, solo 407 (pari al 33, 4%) si sono effettivamente presentati alle 9 del mattino per sottoporsi all’esame, mentre la seconda tranche del pomeriggio ha visto 376 presenti su 1. 223 convocati.

Già dalle 8. 15 la coda degli aspiranti impiegati comunali in attesa dell’apertura dei cancelli aveva invaso via Niccolò Tommaseo: «Sono abbastanza agitata, anche se questo non è il mio primo concorso – racconta Martina Alfieri, trentatreenne padovana – Prima lavoravo in un call center, ma dopo aver assistito a discriminazioni ai danni di colleghe donne, dal 2019 ho deciso di concentrarmi sui concorsi pubblici. La speranza è quella di ottenere finalmente una stabilità professionale che mi garantisca di essere tutelata anche se dovessi decidere di sposarmi o di avere dei bambini».

Significativa anche la percentuale di candidati fuori sede (31, 7%), come Massimiliano Aricò, quarantottenne, dipendente comunale precario, disposto a lasciare immediatamente la Sicilia pur di non dover più rinnovare ogni anno la sua preoccupazione allo scadere del contratto a tempo determinato.

«Mi sono laureato in lingue con una specialistica in beni culturali, ma in tre anni non sono ancora riuscito a trovare un lavoro per mettere a frutto i miei studi. Da qui la decisione di provare la strada dei concorsi pubblici – dichiara Giuseppe Catania, trentaduenne originario di Messina, ma residente da alcuni anni a Bologna – Ne ho provati altri due, uno a Bologna, l’altro a Ravenna, tra poco questo e poi ne farò altri due nelle prossime settimane».

Intanto la scorsa settimana (da lunedì 14 a venerdì 18 giugno) allo stadio Colbachini di piazzale Azzurri d’Italia, si è svolta la prima prova del concorso pubblico per agenti della polizia municipale. Venti, in questo caso, i posti “in palio”. A presentarsi alla prova atletica sono stati solo 365 su 1.110 ammessi, di questi 334 sono risultati idonei, ottenendo così l’accesso alla seconda prova scritta. —

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