Contenuto riservato agli abbonati

Aggressione dell’avvocato Longo, due rinvii a giudizio e un’assoluzione piena

I due sospetti aggrressori dell'avvocato Longo

Saranno processati Silvia Maran e Luca Zanon che massacrarono di botte il legale la sera del 30 settembre 2020

PADOVA. Due rinvii a giudizio e un’assoluzione piena: si chiude così per ora la vicenda relativa all’aggressione nei confronti del penalista Piero Longo. Saranno processati il prossimo 22 settembre davanti al giudice monocratico di Padova  Silvia Maran, 47enne commercialista, e Luca Zanon, elettricista di 49, suo compagno di origini trentine titolare di una ditta in città (avvocato Cesare Cicorella), che massacrarono di botte il legale nell’atrio della sua abitazione in Riviera Tiso da Camposampiero la sera del 30 settembre 2020.

Le accuse di cui dovranno rispondere sono di lesioni gravi, violazione di domicilio (della pistola regolarmente detenuta da  Longo di cui si erano appropriati durante la colluttazione) e porto in luogo pubblico dell’arma.  

Al termine di un giudizio abbreviato che si è svolto contestualmente all’udienza preliminare, il gup Elena Lazzartin ha assolto “per non aver commesso il fatto” la terza coimputata, una 31enne padovana studentessa in una scuola di notariato e amica della coppia (difensore il penalista Pietro Someda) nonché conoscente di Longo, accusata di aver concorso negli stessi reati pur non avendo partecipato materialmente all’agguato.

Il penalista Longo si è costituito parte civile con i colleghi di studio Nicolò Ghedini e Anna Desiderio, presente solo quest’ultima che aveva sollecitato da una parte il rinvio a giudizio dei due, dall’altra aveva rilevato la penale responsabilità della 31enne.

Sempre a carico di quest’ultima il pm Roberto D’Angelo aveva chiesto una condanna a tre anni  per aver concorso moralmente nei reati cointestati a Maran e Zanon (per loro il magistrato aveva reclamato il processo). Ma evidentemente secondo il giudice non c’erano prove sufficienti per sostenere la responsabilità della ragazza: entro 90 giorni le motivazioni che renderanno chiaro il ragionamento del gup.

Assenti dall’aula tutti gli imputati e anche la vittima.

La sera del 30 settembre 2020 intorno alle 23 il terzetto si era presentato all’ingresso di casa Longo. L’avvocato aveva aperto il portone armato (ha il porto d’armi) e i due lo avevano spinto nell’androne picchiandolo selvaggiamente prima di andarsene dopo avergli sottratto la pistola. Le scioccanti immagini erano state riprese dalle telecamere esterne che avevano filmato la 31enne ferma in strada mentre aspettava i due, pronta a seguirli distanziata (e impietrita) mentre si allontanavano dopo l’accaduto come se niente fosse. —

Video del giorno

Tamberi medagliato: "Cari padovani, cari veneti, un pezzetto è anche vostro"

Frittata con farina di ceci e zucchine

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi