Contenuto riservato agli abbonati

Picchiati due ragazzi al grido «Siete omosessuali». Ennesima aggressione in piazza Duomo a Padova

Uno è finito in ospedale con la mandibola rotta. «Si sono accaniti con calci e pugni, c’è un clima di ostilità diffuso»

PADOVA. Uno scherzo fra amici, due studenti universitari, scambiato per una moina fra amanti e tanto è bastato per armare l’aggressione omofoba al grido di “froci di m...”. Piazza Duomo, 3.30 di notte, due amici (R.F. 23 anni e A.F. 24 anni) seduti sul muretto del sottoportico, uno scende e scherzando prende in braccio l’altro che a sua volta salta giù. Passa un ragazzo che assiste alla scena e grida sprezzante l’insulto. E poi aggredisce con violenza, calci e pugni. E a dargli man forte altri due giovani che si accaniscono su uno dei due amici, spaccandogli la mandibola. Finisce in ospedale, sottoposto a intervento chirurgico.

L’aggressione

È l’altro amico, pure ammaccato e dolorante, ma a casa, che racconta quei minuti di incubo in piazza Duomo. «Stavamo sul muretto a chiacchierare e deciso a rientrare a casa, prima è sceso il mio amico che scherzando mi ha preso in braccio per tirarmi giù. Poco lontano passava un giovane, probabilmente nordafricano, che ci ha urlato quell’insulto. Noi senza nemmeno guardarlo, parlando quasi fra di noi, l’abbiamo mandato a quel paese e ci siamo incamminati. Lui però si è girato e ci è venuto incontro con aria minacciosa».

Le parole escono a bassa voce, il tono smorzato, le tumefazioni al volto fanno male: «Ha puntato subito il mio amico a cui ha sferrato un pugno dritto in faccia. Subito dopo sono arrivati altri due ragazzi, sempre nordafricani. Uno ha colpito anche me, allontanandomi, e poi si sono accaniti sul mio amico. Io urlavo ma non c’era nessuno in giro, salvo alcuni ragazzetti dall’altra parte della piazza che però non hanno fatto nulla anche perché gli altri urlavano minacce».

E intanto il pestaggio continuava: «Il mio amico è caduto, ma non hanno smesso di picchiarlo, anzi, ne hanno approfittato per colpirlo anche con i calci mentre era a terra. Si sono fermati solo quando ho urlato che stavo chiamando la polizia e quindi si sono allontanati di corsa e io ho potuto soccorrere il mio amico».

I soccorsi

Poco dopo in piazza Duomo è arrivata un’ambulanza, seguita da una macchina dei carabinieri. «Il mio amico è stato portato in ospedale: aveva la mandibola rotta e si vedeva l’osso fuori posto. È stato picchiato con tanta violenza. Anch’io ho riportato delle ferite, ma fortunatamente più leggere: mi hanno medicato al Pronto soccorso. Ho il volto tumefatto e fatico ancora a parlare. Il mio amico è stato operato alla mandibola e resterà ancora in ospedale».

I carabinieri hanno raccolto la prima testimonianza dello studente che aveva riportato le ferite minori e ieri mattina è stato risentito dagli investigatori, ricostruendo quanto accaduto cercando di ricordare tutti i dettagli, anche per fornire un identikit degli aggressori.

Omofobia

I due studenti sono amici, non sono gay. Non è questo però che fa la differenza. Gay o no, non è possibile che una serata trascorsa in compagnia all’insegna del divertimento si chiuda sotto una sassaiola di calci e pugni. «Sicuramente si è trattato di un’aggressione omofoba, almeno nella testa di quei ragazzi» conferma lo studente, «l’offesa che ci hanno indirizzato era chiara. Noi non abbiamo reagito, continuavamo a ripetere che non volevamo problemi e che ce ne stavamo andando. Ma è stato inutile».

I due non sono frequentatori abituali di piazza Duomo: «Ci passiamo perché di solito stiamo in piazza dei Signori che è lì vicino. Ho sentito che ci sono state delle risse nelle scorse settimane ma francamente non avevamo alcun motivo per preoccuparci».

Eppure è lo stesso studente a denunciare un clima di tensione diffusa: «C’è un’aggressività accentuata, latente, e basta poco perché esploda» conferma, «lo si percepisce in maniera evidente, al di là di quanto accaduto a noi l’altra sera che è sicuramente un caso limite. Però, sì, c’è un clima ostico, e sembra che basti una qualsiasi scusa per scatenare la rabbia nelle persone». Anche nelle risse delle scorse settimane i protagonisti erano giovani di origine straniera, alcuni qui sin da piccolissimi, altri nati qui. Interpreti di un disagio sociale nutrito da mille rivoli e che solo nella violenza gratuita sembra trovare sfogo.

Video del giorno

Agrigento, l'appello dal letto di ospedale di una no-vax pentita: "Ho sbagliato, vaccinatevi tutti"

Frittata con farina di ceci e zucchine

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi