Dopo il virus festa e canti per gli anziani della Casa di riposo di Merlara

Un viaggio nei ricordi attraverso la musica. La tradizione delle “mondine” è il dono che il Festival delle Basse ha voluto fare agli anziani della casa di riposo “Pietro e Santa Scarmignan” di Merlara, una delle strutture residenziali più colpite dalla prima ondata di Coronavirus

MERLARA. Un viaggio nei ricordi attraverso la musica. La tradizione delle “mondine” è il dono che il Festival delle Basse ha voluto fare agli anziani della casa di riposo “Pietro e Santa Scarmignan” di Merlara, una delle strutture residenziali più colpite dalla prima ondata di Coronavirus.

In questi giorni tra Montagnanese ed Estense si sta appunto tenendo un importante festival, ormai alla quinta edizione, che attraverso grandi nomi – da Neri Marcoré a Vinicio Capossela – vuole esaltare i tesori e le peculiarità di questo straordinario territorio rurale.

Uno degli eventi in programma è il concerto del Coro delle Mondine di Novi, realtà che cerca, con impegno e tenacia, di mantenere vivo, attraverso il canto, il senso di un mestiere che oggi non esiste più, ma che ha rappresentato una categoria di lavoratrici ormai ritenute simbolo di evoluzione e rivoluzione, icone di un femminismo precursore del grande fenomeno storico, testimoni e protagoniste di lotte politiche e sindacali. Il concerto è stato organizzato a Merlara, simbolo suo malgrado della lotta al Covid-19 e soprattutto del peso che la pandemia ha avuto tra la popolazione più anziana.

Le mondine di Novi cantano per gli ospiti della Casa di riposo di Merlara

La casa di riposo “Scarmignan”, tra marzo e maggio 2020, ha infatti dovuto scontare la prematura scomparsa di quasi metà dei suoi 73 ospiti, tutti contagiati dal Covid-19. Per riportare serenità in questa struttura e per riportare alla mente dei suoi ospiti i tempi duri ma felici del passato, le “mondine” di Novi hanno voluto omaggiare i residenti della “Scarmignan” con un breve concerto personalizzato, prima di trasferirsi a Villa Barbarigo per l’evento aperto al pubblico. Un regalo molto apprezzato, che ha visto gli anziani ricordare e cantare brani di una memoria lontana ma ancora viva, non senza emozioni e commozione.

“Il senso di comunità, di squadra, di solidarietà sono la vera forza, la vera bellezza della mondina, e la mondina è bella perché ispira libertà, perché, ancora oggi, fa sognare, perché incita e incoraggia, perché la mondina non ha paura”, è d’altra parte la filosofia che sta alla base del progetto del Coro, attivo ormai dal 1971 e costituito da “vere mondariso”, da figlie e nipoti di mondine e da donne che amano le tradizioni popolari, custodi di una tradizione che non può e non deve andare perduta.

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