C&C di Pernumia, la fabbrica dei veleni svuotata entro il 2022

Iniziata mercoledì la bonifica della C&C, costerà 14 milioni di euro. Marcato: «I delinquenti che hanno fatto questo devono pagare»

PERNUMIA. Una giornata storica, una festa per l’ambiente: il primo autoarticolato della Garc di Carpi con 30 tonnellate di rifiuti ha lasciato verso le 11 di mercoledì mattina i capannoni della ex C&C di Pernumia, meglio conosciuta come la “fabbrica dei veleni”, con destinazione la discarica di San Martino Buon Albergo.

Inizia così la fase conclusiva della bonifica del sito dove sono ammassate dal 2005 ancora 44 mila tonnellate di scarti pericolosi. Considerata la pericolosità del materiale, la ditta incaricata a rimuovere le 1. 500 tonnellate del primo lotto per mettere in sicurezza i capannoni opera con grande cautela, con operai e tecnici muniti di tute, calzari e maschere facciali. I rifiuti prima di venire caricati vengono bagnati con un nebulizzatore per abbattere le polveri. I camion quando escono passano per un impianto di lavaggio delle gomme e dei teloni.

Una volta asportate, in una decina di giorni, le prime 1. 500 tonnellate i cumuli rimasti verranno aggrediti in vari punti con delle trivelle per prelevare il materiale che servirà alle analisi di caratterizzazione. Nel contempo verranno concluse anche le indagini esterne del suolo e della falda acquifera, tenuto conto che a ridosso del complesso abbandonato scorre il canale Vigenzone che arriva in Laguna.

Per sondare il sottosuolo sono stati posizionati 10 piezometri. Sui tempi della bonifica incideranno i risultati delle analisi. È evidente che se si accerterà che si tratta di rifiuti pericolosi e non tossici sarà più facile reperire le discariche e i tempi previsti dalla Regione (dicembre 2022) potranno essere rispettati.

L’assessore regionale Roberto Marcato ieri mattina ha evidenziato che la Regione ha stanziato finora 12 milioni dalla legge speciale per Venezia e 2,2 milioni del fondo per l’ambiente: «Si tratta di una cifra importante, soldi dei cittadini che vengono spesi per rimediare ai disastri fatti da persone senza scrupoli», ha detto Marcato che era presente assieme all’amministratore unico di Veneto Acque, Gianvittore Vaccari, e all’assessore all’ambiente del comune di Pernumia, Filippo Baraldo. «Si parla spesso dei ghiacciai che si sciolgono e poi permettiamo che dei personaggi facciano queste porcherie – ha aggiunto l’assessore regionale – Urge che il parlamento vari leggi che prevedano pene più severe».

Gli ambientalisti dei comitati La Vespa, Lasciateci respirare e Sos C&C di Pernumia esprimono soddisfazione: «Finalmente si parte: sono passati 16 anni dal sequestro dei capannoni – afferma Anna Chiara Capuzzo – Abbiamo chiesto una indagine epidemiologica per capire se questa bomba ecologica ha provocato danni alla salute dei residenti».

Il materiale della C&C avrebbe dovuto servire, mischiato al cemento, per realizzare new jersey spartitraffico per strade e autostrade. Nei primi anni 2000 però la magistratura avviò un’indagine sulla provenienza degli scarti, che si conclude con 11 condanne in primo grado, pene successivamente decadute per decorrenza dei termini. Nel frattempo il fallimento della ditta ha costretto gli enti pubblici a farsi carico del problema. Marcato ieri mattina ha spiegato che è assai probabile che la Regione avvii un’azione i rivalsa.

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