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Amusement Park, cordata padovana: «Pronti a rilanciare lo sport»

Lettera a Giordani per chiedergli di non concedere la destinazione residenziale. «Nel bando nessun cambio d’uso. Pronto il nostro progetto per il recupero»

PADOVA. L’area dell’Amusement Park può essere valorizzata mantenendo la vocazione sportiva. Ne è convinto un gruppo di imprenditori padovani che ora si rivolgono direttamente al sindaco Sergio Giordani per chiedergli di non concedere il cambio di destinazione d’uso alla società che si è aggiudicata l’intera area all’asta per costruire diverse case ecologiche in legno.

«Il bando era molto chiaro e non si faceva alcun riferimento ad un così rapido cambio di destinazione d’uso in residenziale», spiega Barbara Fonte della Klant Sas di Montegrotto e portavoce del gruppo di imprenditori, «vogliamo capire se da parte del Comune c’è ancora la volontà di mantenere in quel luogo un’area sportiva o se sia intenzionata a veder costruire».

La cordata

E a chi le chiede come mai non si siano fatti avanti prima Barbara Fonte risponde che il gruppo si stava strutturando e che pensava di avere più tempo a disposizione. E invece alla decima asta per l’area degradata tra Guizza e Albignasego si è presentata la “Mogliano Immobiliare” di Mestre, che con un’offerta di 336. 750 euro si è portata a casa l’area di ben 26 mila metri quadri.

Tre anni fa, alla prima asta, la stessa area valeva 2, 4 milioni di euro. Oltre alla Forte della cordata fanno parte Diego Guerriero della Fratelli Guerriero e Prosciuttificio Ducale, Marco Canova della Amatori Nuoto SSD, Luigi Ruggero della Ruggero Impianti, Carlo Pizzo dello Studio Tecnico Edile, Nicola Zanfardin della Pedemontana Costruzioni, Lorenzo Cavasin della Aqual sas e Nicola Ruvoletto della Ruvoletto Impianti Elettrici.

Il progetto

«Vogliamo fare in modo che l’ex Amusement Park sia il proseguimento del progetto di ripristino voluto da decenni dall’amministrazione padovana», scrivono, «dalle dichiarazioni pubblicate risulta che un non-concittadino si è aggiudicato l’area sportiva con la sottointesa volontà di ripristinarla, ed ha successivamente dichiarato che se non lo si lascerà edificare, la lascerà nel degrado più totale».

Gli imprenditori offrono quindi al Comune la loro alternativa: «Non concedere il cambio d’uso, fare in modo che l’area torni all’asta oppure che con trattativa diretta vada a quegli imprenditori, ad esempio, che firmano la presente, che per dignità ed orgoglio non vogliono che tutto resti come prima, ma che vogliono il ripristino».

«I sottoscritti in qualità di imprenditori locali, se il Comune ne avesse bisogno o ce lo permetterà, ci impegniamo a far valorizzare l’area in questione per quello a cui è destinata, niente di residenziale. Non solo “firmiamo” queste nostre intenzioni ma dichiariamo che all’interno dell’area svilupperemo solamente Sport, aggregazione, sociale, quindi piscine estive ed invernali, un centro benessere, un auditorium per i giovani, una pizzeria, sala da ballo e una sala di registrazione musicale, questo solo per iniziare». 

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