Padova, torna a scuola dopo 5 anni per l’esame di maturità: la storia di Francesco affetto da una grave patologia

Il liceo Marchesi di Padova

«Mi ha fatto grande effetto vedere per la prima volta alcuni dei miei insegnanti, con i quali avevo parlato solo online. E credo sia stato così anche per loro»

PADOVA. Francesco, 18 anni, è uno studente modello. Che però non ha mai visto la sua scuola, a causa di una grave patologia che gli impedisce di uscire di casa. Vi ha messo piede mercoledì 16 giugno per  la prima volta, dopo 5 anni, per affrontare l'esame di maturità.

Prima di mercoledì il liceo l'aveva tramite la telecamera del computer, nella sua stanza, collegato on line con la classe ed i compagni. «Oggi ho vissuto una duplice emozione: più intensa è stata quella legata all'esame, come è per tutti. Ma è stato emozionante anche per il luogo in cui entravo, che ho visto in effetti per la prima volta», racconta Francesco, maturando del liceo classico «C.Marchesi» di Padova.

«Mi ha fatto grande effetto - prosegue - vedere per la prima volta alcuni dei miei insegnanti, con i quali avevo parlato solo online. E credo sia stato così anche per loro». Francesco è affetto da una grave immunodeficienza, una malattia che gli impedisce di avere contatti con l'esterno - se non in modalità protette - o semplicemente anche di toccare oggetti che non siano sicuri, per la presenza patogeni. I compagni di classe, la 5/A Cc del 'Marchesì, li ha visti un paio di volte in 5 anni, nel giardino di casa sua, una volta per il compleanno.

Misura e seleziona attentamente le parole questo 18enne, una grande passione per lo studio, e in generale per tutte le attività che gli consentono di «uscire» da una condizione di vita forzata. Quando nel 2020 è scoppiata la pandemia, e a scuola tutti dovevano portare la mascherina, Francesco non ha dovuto cambiare niente: la portava già.

E il lockdown, che i suoi coetanei hanno sperimentato con insofferenza, era in sostanza la sua situazione quotidiana. Anche per questo gli amici di scuola hanno capito molto di più di quel compagno di classe particolare, che ogni giorno faceva capolino dal video e si collegava alla Lim. All'esame si è presentato alle 8.30, entrando nell'aula magna del Marchesì, con la commissione d'esame schierata.

Un colloquio di 80 minuti. «È stato molto sereno - spiega - c'era una buona disposizione da parte degli insegnanti. Mi pare sia andata bene. La tesi? ho portato un elaborato di giustizia e diritto, greco e latino, un testo di Aristotele, e il 'De Legibus' di Cicerone».

Per non perdersi niente, si è già portato avanti con la formazione universitaria, superando a marzo l'esame d'ingresso per ingegneria informatica, e non si preclude altri indirizzi di studio, più avanti.

«Essere a scuola dopo 5 anni è stato bello, ho potuto vedere finalmente le aule, la biblioteca, gli ambienti che in questi anni ho visto solo dalla mia stanzetta» afferma.

Nei 5 anni di liceo ha fatto un paio di assenze, sempre per altri motivi di istruzione. Alle lezioni non è mancato, nemmeno quand'era in ospedale. «Come vedo il mio futuro? Molto dipende da un trapianto di midollo che era già stato già programmato 2 anni fa. In ogni caso - conclude - lo studio è uno spazio (in senso lato) fondamentale della mia vita».

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