Contenuto riservato agli abbonati

Nuovi criteri per le case popolari nel Padovano, più punti alle famiglie numerose

L’amministrazione ha deciso di premiare i nuclei con più di due figli minori. L’assessora Nalin: «Sono le persone maggiormente colpite dalla crisi»

PADOVA. Più spazio alle famiglie giovani con figli. Lunedì il consiglio comunale sarà chiamato ad approvare i nuovi punteggi comunali per l’assegnazione della case popolari, che finora premiavano soprattutto gli anziani. Mentre dal prossimo bando privilegeranno le famiglie numerose. Ma non a discapito degli over65 che, secondo i numeri in possesso del Comune, saranno tutti sistemati in graduatoria.

I PUNTI DEL COMUNE

La legge regionale che disciplina l’edilizia residenziale pubblica (Erp) affida ai Comuni il compito di decidere come assegnare ulteriori 8 punti (che quindi andranno ad aggiungersi agli oltre 40 cumulabili decisi dalla Regione) e di quantificare la percentuale da destinare alle riserve, previste dalla norma nella misura massima dell’8% per under35, giovani coppie sposate o coppie di fatto e nuclei monogenitoriali. Questo per tener conto nell’assegnazione degli alloggi anche delle necessità e delle caratteristiche del territorio.

COSA CAMBIERÀ NEL 2021

Nel 2019 l’amministrazione aveva stabilito di assegnare 8 punti ai nuclei familiari composti solo da persone anziane over 65 anni e residenti a Padova. Sei i punti previsti invece per le famiglie residenti, due punti a chi aveva presentato almeno tre domande a bandi del Comune per l’accesso all’Erp e altrettanti a chi aveva beneficiato di prestazioni sociali, sia di natura economica che assistenziale, erogate da Palazzo Moroni.

Dopo un attento monitoraggio delle domande però si è deciso di cambiare. Alcune categorie infatti erano risultate sovrastimate, mentre molte richieste sono rimaste insoddisfatte da parte delle famiglie numerose. Così sono stati cambiati i punteggi assegnandone 6 alle famiglie con più di due minori, e invece 3 per nuclei con massimo due figli. I punti sono sommabili tra loro qualora si appartenesse a più categorie. Questi punteggi vanno a cumularsi a quelli della Regione, che incidono molto di più e già prevedono agevolazioni per chi è rimasto fuori.

La crisi del post pandemia

«Nello scorso bando la maggioranza delle domande è arrivata da famiglie con figli minori, che peraltro sono le persone su cui si sta abbattendo in modo più violento l’effetto della crisi economica dovuta alla pandemia – è il commento dell’assessora alle politiche abitative Marta Nalin – Per questo abbiamo deciso di puntare su di loro, suddividendo gli 8 punti a disposizione tra persone anziane e famiglie con minori e individuando una percentuale di riserva del 5% ai nuclei monogenitoriali.

La norma regionale già valorizza molto alcune categorie come le persone senza dimora. Infatti, le prime assegnazioni di alloggi sono state proprio per loro, con le quali è necessario un lavoro di accompagnamento e di inserimento molto importante che stiamo svolgendo anche grazie alla rete con le istituzioni, il terzo settore e il privato sociale».  

Video del giorno

Tamberi medagliato: "Cari padovani, cari veneti, un pezzetto è anche vostro"

Frittata con farina di ceci e zucchine

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi