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Movida selvaggia, l’altolà di Giordani: «I ragazzi devono rispettare le norme»

Polemiche sul Portello e sull’apertura del Pride. Il primo cittadino: «Ma non criminalizziamo il bisogno di socialità»

PADOVA. «Che dopo 9 mesi di restrizioni sociali si verificasse una vampata di socialità era ampiamente previsto e nella natura umana delle cose. Era impensabile non immaginare che arrivata la zona bianca arrivasse anche la forte voglia di incontrarsi e stare assieme. Il lavoro adesso sta nel mantenere le prudenze sanitarie e evitare gli eccessi».

Dopo le intemperanze della movida padovana, dall’inaugurazione del Pride Village ai bagordi del Portello, il sindaco Sergio Giordani interviene per mettere ordine. «Le regole ci sono – continua il primo cittadino – quindi le mascherine vanno tenute alzate sopra il naso anche all’aperto e non sono consentiti balli collettivi. Abbiamo vigilato e vigileremo, se necessario anche elevando sanzioni. Se lasci spazzatura per la strada o su una scalinata non stai rispettando la casa comune e questo non va bene affatto».

STRATEGIA PREVENTIVA

Prima del pugno di ferro, Giordani investe ancora sulla collaborazione delle persone: «Abbiamo favorito le attività ricreative negli spazi verdi all’aperto – continua il sindaco – proprio perché il rischio contagio c’è, ma è minore. Così contiamo di allentare la pressione spalmando le presenze dentro una pluralità di punti in maniera più gestibile e ordinata».

Un riferimento specifico al Portello: «Alcune zone, tipicamente universitarie, dove oggi il problema, che non sottovaluto, è di schiamazzi ed esuberanze, solo pochi anni fa erano invivibili in quanto piazze di spaccio e zone molto degradate. Oggi quartieri come il Portello hanno superato questa triste fama».

FIUMI DI POLEMICHE.

Non sono d’accordo i residenti che ogni notte non dormono per il baccano sotto le finestre e al mattino si svegliano in una discarica, in parte finita irrimediabilmente nelle acque del Piovego. Sulla pagina Facebook “Incivilis” le foto della scalinata del ’500 lordata dalla movida fuori controllo attenta alla dignità stessa del luogo.

Tanto che un gruppo di abitanti sta pensando di scrivere addirittura all’Unesco. E altre proteste arrivano anche dall’Associazione provinciale pubblici esercizi (Appe) rispetto al Pride: «Lì vige l’immunità? – chiedono con un post polemico – Evidentemente l’anno scorso non ci ha insegnato nulla e anche quest’anno al Pride Village niente distanziamenti, ballo libero, mascherine optional e di green pass proprio non se ne parla. E così, mentre i pubblici esercizi vengono sanzionati con multe e chiusure, qui non c’è alcun problema: si può fare sostanzialmente quello che si vuole. Adesso chiediamo solo una cosa: sanzione agli organizzatori e chiusura dell’attività per cinque giorni. In caso di reiterazione, chiusura per trenta giorni. Cioè le normali sanzioni previste dalla legge».

Immediata la risposta degli organizzatori della kermesse al Parco delle Mura: «La complessità di una serata non può essere restituita in pochi secondi di video – sottolineano – Per un Festival così importante per la città è normale ricevere critiche e facili strumentalizzazioni. Quella dell’inaugurazione è stata una serata che si è svolta nel pieno rispetto delle regole, tanto che non sono stati necessari interventi dalle forze dell’ordine che erano presenti e che ringraziamo. Gli addetti alla sicurezza sono stati inoltre molto solerti a ricordare al pubblico le regole. Da parte nostra, se sarà necessario, intensificheremo controlli e distanziamenti».

ASSESSORE CONTRO GLI ECCESSI

Diego Bonavina, assessore alla sicurezza, perfettamente schierato con il sindaco, punta il dito contro gli eccessi, non contro la socialità legittima: «Dobbiamo combattere gli eccessi non la socialità. Al Pride c’erano le forze dell’ordine ma non hanno ravvisato intemperanze. Rispetto il riposo e le lamentele di tutti, ma vorrei fare una domanda ai residenti del Portello: era meglio essere svegliati dagli spacciatori, come accadeva una decina di anni fa? In mezzo al popolo degli universitari ci sono delle minoranze maleducate. Per loro tolleranza zero. Risolveremo anche questo problema con prevenzione e repressione».

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