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Scuola da intitolare al sindaco o al parroco. È scontro sulla scelta a Carmignano di Brenta

Alessandro Bolis e don Gianfranco Mazzon, scomparsi di recente

Il nuovo polo scolastico sarà dedicato ad Alessandro Bolis. Bocciata la proposta di Lega e Fdi di ricordare don Mazzon

CARMIGNANO DI BRENTASindaco e parroco contesi nella memoria per dare un nome al polo scolastico. Alessandro Bolis da una parte e don Gianfranco Mazzon dall’altra, in un vago richiamo alla saga di Guareschi con Peppone e Don Camillo, solo che a Carmignano, a differenza di Brescello, i due protagonisti non ci sono più ed in vita erano tutt’altro che avversari.

Nel balletto dei ricordi ha avuto la meglio il sindaco, come era ovvio che fosse, vista la passione con cui ha fortemente voluto la scuola elementare, ma ha fatto specie che al consiglio comunale di mercoledì sera ci fossero due mozioni.

Con l’imbarazzo generale dei consiglieri, visto che entrambe le figure sono amate e stimate in paese, seppure in ambiti diversi. La prima mozione è stata presentata da tre consiglieri di maggioranza: Stefano Devisoni e gli ex assessori Raffaella Grando e Daniela Baldo.

«Visto il grande impegno del sindaco Bolis per ideare, progettare e reperire le risorse a sostegno della scuola chiediamo di mantenerne la doverosa memoria, come richiesto da numerosi cittadini e dal comitato genitori stesso». La mozione è stata condivisa da tutta la maggioranza compatta. Astenute le opposizioni. Ora il vicesindaco reggente Eric Pasqualon avvierà la procedura che in sequenza andrà a coinvolgere il consiglio d’Istituto, la giunta comunale, la prefettura ed il ministero dell’Interno, trattandosi di persona deceduta da meno di dieci anni.

Passata la mozione, ne è arrivata subito un’altra presentata dalla Lega Nord. Stesso tema, stessa procedura, ma nome diverso: don Gianfranco Mazzon, morto di Covid.

«Considerato l’impegno etico e morale» ha esordito il consigliere Giuseppe Toffanin «e la figura di grande spessore culturale, chiediamo che gli venga intitolata la scuola».

Ne è seguito un triste dibattito dove tutti hanno ricordato il grande impegno pastorale del sacerdote nei 26 anni di servizio a Camazzole, ma allo stesso tempo hanno difeso la scelta presa mezzora prima di titolare la scuola al sindaco. «Tutti siamo legati con grande affetto a don Gianfranco» ha detto Pasqualon annunciando l’astensione «ma è necessario prima condividere qualsiasi decisione con la sua famiglia e con il consiglio pastorale. Vedrei più consono intitolargli un edificio a Camazzole, legato alla sua storia religiosa». Più duri invece i consiglieri Devisoni (FdI) e Grando (Lega) che, votando contro, hanno accusato di strumentalizzazione, dimostrando ancora una volta la divisione degli animi in casa leghista 

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