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Agricoltura colpita da gelate e grandine nel Padovano. Danni alla produzione per 30 milioni

La conta dei danni nella provincia è molto dura, con cali di produzione che vanno dal meno 30 per cento per le ciliegie al 40 per cento per le pesche e nettarine fino a un frutto ogni due per le albicocche

MONTEGROTTO. Almeno 30 milioni di perdite di fatturato nell’agricoltura della provincia di Padova, in particolare nella Bassa a causa delle gelate primaverili: pressing di Coldiretti per avere più fondi e salvare le aziende in difficoltà. Un andamento climatico anomalo con basse temperature notturne che hanno imperversato nei mesi primaverili ha portato delle fortissime ripercussioni nei campi coltivati e di fronte agli eccessi del meteo gli agricoltori si sono ritrovati con il raccolto dimezzato.

I CALI DI PRODUZIONE

La conta dei danni nella provincia è molto dura, con cali di produzione che vanno dal meno 30% per le ciliegie al 40% per le pesche e nettarine fino a un frutto ogni due per le albicocche. «Solo il Veneto – precisa Coldiretti Padova – ha calcolato perdite per 300 milioni di euro. Nella provincia Padova la stima è di circa 30 milioni di euro di danni tra marzo e maggio, in particolare nella Bassa dove si sono susseguiti più episodi di gelate tardive ai danni di frutteti, orti e vigneti, quindi grandine, eccesso di pioggia con allagamenti e vento forte».

Da Conselve a Montagnana, dalle rive dell’Adige a Monselice, sono centinaia gli ettari di campagna colpita dal maltempo che hanno visto germogli, fiori e frutti divelti dal gelo e per questo gli agricoltori chiedono un intervento straordinario per poter far fronte alle pesanti perdite che rischiano di mettere in ginocchio l’economia agricola della provincia euganea in particolare.

«Apprezziamo lo sforzo del governo – afferma Massimo Bressan, presidente di Coldiretti – che ha introdotto molti degli interventi richiesti in occasione dell’audizione del decreto Sostegni bis alla commissione Bilancio della Camera. Come l’esonero dei contributi Inps per il settore vitivinicolo e quello agrituristico, che comprende anche le aziende produttrici di vino e di birra, l’incremento delle percentuali di compensazione Iva per il settore zootecnico, il sostegno all’occupazione per il settore degli agriturismi e le risorse finanziarie destinate al settore dello zucchero sono interventi che la nostra organizzazione ha sostenuto fortemente ed ottenuto».

LE RICHIESTE DI COLDIRETTI

Secondo il presidente Bressan si deve però fare di più «ora nel passaggio parlamentare è importante che vengano adeguatamente integrati i 105 milioni di euro stanziati per il Fondo di solidarietà per compensare le imprese colpite dalle avversità atmosferiche ma occorre anche proteggere gli imprenditori che rischiano di perdere lo status di imprenditore agricolo a causa della perdita di prodotto per le calamità naturali».

Una situazione davvero difficile che secondo Coldiretti deve essere affrontata con celerità, prima che i danni siano davvero irreversibili per l’economia agricola.

«Auspichiamo infine – conclude Bressan – che il Parlamento rafforzi gli interventi in favore dei piccoli birrifici indipendenti innalzando a 50 mila ettolitri il limite cui riferire la riduzione dell’accisa dovuta sulla produzione di birra artigianale, in modo da tenere una tassazione più bassa per chi resta dentro questa quota di produzione che è davvero minima».

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