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L’appello dei sindaci padovani al nuovo prefetto: «Noi lasciati soli, servono più controlli»

La rassicurazione di Raffaele Grassi: «Vi starò vicino, la legalità è un bene comune che si costruisce tutti assieme»

PADOVA. Una presenza a fianco dei primi cittadini, che faccia da interlocutore e li sostenga in quella che il presidente della Provincia Fabio Bui ha definito “la solitudine dei sindaci”. È questo quanto hanno chiesto i 102 primi cittadini dei Comuni del padovano al nuovo prefetto Raffaele Grassi giovedì pomeriggio, durante un incontro di conoscenza nel chiostro del Dipartimento militare di Medicina legale di via San Giovanni da Verdara.

L’APPELLO DEI PRIMI CITTADINI

«I sindaci sono molto visibili ma tante volte si sentono soli nella soluzione dei problemi. Parafulmini del disagio ed equilibristi delle normative, sono gli interlocutori più vicini ai cittadini, riconosciuti come istituzione a chilometro zero con cui confrontarsi quotidianamente – ha detto Bui – Abbiamo bisogno di un interlocutore concreto e determinato, dell’appoggio della Prefettura che qui a Padova è sempre stata la nostra ancora. Sono certo che anche grazie alla sua guida continueremo a sentire l’autorità prefettizia in questo modo».

La conferma è arrivata dallo stesso prefetto: «Non mi sono preparato un discorso istituzionale, la vostra presenza è un segno tangibile dell’unione che fa la forza, da soli non si va da nessuna parte. Questo ha tracciato il percorso della mia carriera, fatta in prima linea, nelle terre più sensibili e difficili d’Italia, a stretto contatto con le organizzazioni più spietate. L’insegnamento che ho ricevuto in questi 40 anni è che la legalità è un bene che si costruisce assieme».

L’UNIONE FA LA FORZA

In una fase che, vuoi anche per la pandemia, non è certo delle più semplici: «Si esce da un momento di grave difficoltà, dove si sono registrate tante vittime, anche economiche. Oggi è il giorno della ripartenza. Sono sicuro che si ripartirà nei prossimi mesi – l’ottimismo del prefetto – e il mio impegno come rappresentante del governo è quello di essere con voi». Grassi ha parlato dei sindaci come il “front office” della democrazia. «Comprendo che viviate dei momenti di solitudine di fronte alle difficoltà per portare avanti la macchina comunale. Ne sono consapevole e per questo sarò sempre e comunque vicino a voi».

E la prima prova di questa vicinanza è stata la presenza del prefetto ieri a Monselice. «A fronte di una criticità che il sindaco mi ha esposto ho voluto dare la dimostrazione alla comunità, ora come nelle prossime occasioni, che lo Stato, inteso come istituzioni, è a fianco del sindaco. A Monselice saranno realizzati dei dispositivi di controllo del territorio».

Rispetto a quanto successo a Monselice ma anche a Padova, in particolare al Duomo nelle settimane scorse, il prefetto ha rilevato: «Credo siano fenomeni di disagio sociale. Questi giovani vanno seguiti e recuperati. Si è parlato di baby gang, ma quelle sono un’altra cosa, sono strutture organizzate che hanno come obbiettivo compiere delitti, queste invece sono manifestazioni di un fenomeno sociale sicuramente accentuato dal Covid».

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