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Padova, il Calvi all’ex Magarotto, ma andrà spostata la tomba del fondatore

La sede del convitto Magarotto all’Arcella potrebbe ospitare il Calvi

Nuovo piano della Provincia per utilizzare gli edifici vuoti. Bisato: «Ok all’uso dell’ex Marchesi ma si faccia in fretta»

PADOVA. Il consigliere provinciale delegato all’Edilizia scolastica Alessandro Luigi Bisato e il presidente della Provincia di Padova Fabio Bui confermano che il progetto principale per realizzare un nuovo plesso scolastico decentrato del Calvi resta quello che prevede la ristrutturazione dell’attuale convitto per giovani sordi in via Cardinale Callegari, all’Arcella.

Solo che la Provincia dovrà fare i conti non solo con i 13 ospiti che vivono nella struttura e che dovranno essere trasferiti nel convitto del San Benedetto da Norcia a Brusegana, ma anche con la tomba e la cappellina del “papà” dei sordi italiani, Antonio Magarotto, che si trova ancora all’interno dell’edificio inaugurato negli anni ’50.

L’edificio scolastico dell’Arcella è uno dei pochi in Italia in cui è sepolta una persona e oggi potrebbe costituire un problema per la programmata ristrutturazione dell’immobile che dovrebbe accogliere, oltre alla sezione staccata Pendola del Ruzza già in loco, anche gli studenti del Calvi.

«Non credo che la tomba e la relativa cappellina dedicata ad Antonio Magarotto possano costituire un ostacolo alla realizzazione del progetto della Provincia – rileva Bisato – La famiglia è più che disponibile a trovare un accordo. Ciò che invece ci preoccupa sono i tempi dettati dal Ministero dell’Istruzione per poter spendere i 17 milioni di euro dei finanziamenti che ci sono stati concessi. La progettazione dovrebbe partire subito e la nuova opera pubblica dovrebbe essere pronta entro la fine del 2026».

Bisato parla anche del secondo progetto scolastico in mano alla Provincia, visto che ormai l’ipotesi di costruire un nuovo plesso scolastico del Marchesi dietro al liceo artistico Modigliani è tramontata: «Una delle strade che intendiamo percorrere in tempi brevi è quella legata alla sede all’Arcella dell’ex Configliachi – sottolinea il consigliere – Il Comune, con i soldi che dovrebbero arrivare grazie al bando del governo, comprerebbe l’area senza gara, valutata dal Catasto 3,5 milioni di euro e noi con i nostri fondi potremmo costruire il plesso del nuovo Marchesi-Fusinato. Però non possiamo aspettare le calende greche».  

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