La basilica del Santo scrigno d’arte e di storia, di Padova, del Veneto e del Mondo

Un libro di Autizi dedicato all’edificio religioso più importante della città Dall’arrivo del frate alle testimonianze di devozione dei padovani

PADOVA. Nel 2018, ultimo anno normale prima della pandemia, tre milioni di persone si sono messe in viaggio da ogni angolo del pianeta per arrivare infine al cospetto della tomba di Sant’Antonio. In quel momento - soprattutto se per loro era il primo pellegrinaggio verso il santuario di Padova - avranno sollevato lo sguardo verso le cupole e si saranno resi conto di trovarsi dentro uno scrigno di spiritualità, bellezza e arte unico al mondo.

Tanto breve era stato il soggiorno del frate di Lisbona in città - appena due anni, dalla fine del 1229 all’anno della sua morte, il 1231 - tanto grande è stata, fin da subito, la devozione dei padovani, che infatti ci misero ottant’anni per edificare, ampliare e arricchire quello che oggi è l’edificio religioso più importante della città, continuando poi nei secoli ad aggiungervi tesori di inestimabile valore: affreschi, quadri, ornamenti scultorei, rilievi, monumenti funerari di personaggi illustri legati alla storia, dipinti, statue, opere di artisti famosi, primi fra tutti Giotto, il grande innovatore della pittura, e Donatello, protagonista del Rinascimento.

Il Santo e i suoi luoghi in un libro

Dall’arrivo a Padova del Santo, che in città si stabilì nel piccolo convento accanto alla chiesetta di Santa Maria Mater Domini, alle sue predicazioni che attiravano folle incontenibili per le chiese di allora, alla sua morte e alla costruzione della basilica, voluta dal Comune e appoggiata senza condizioni dall’intera cittadinanza, proprio nella zona di Rudena dove sorgeva la chiesetta dei frati, è ricca di aneddoti e di curiosità la storia del santuario antoniano.

Un libro di Maria Beatrice Autizi (Editoriale Programma), con il corredo di belle fotografie, ripercorre l’intera storia della basilica, offrendosi anche come guida per una visita più approfondita. Docente di storia dell’arte e curatrice di mostre, Maria Beatrice Autizi allunga così una preziosa collana di opere dedicate alla città e che comprende volumi sul Palazzo della Ragione, sulla Storia di Padova, sulla Cappella degli Scrovegni, sui Palazzi di Padova, sul Palazzo della Ragione, su Giovanni Battista Belzoni, su Enrico Scrovegni e i Templari, sulla Moda al tempo dei Carraresi e altri ancora.

Un’occasione speciale

Il volume sulla basilica di Sant’Antonio - in edicola domani con il Mattino a 11,99 euro - esce proprio a ridosso di un’edizione speciale della festa del Santo, quella degli 800 anni dall’arrivo del frate Italia e dalla sua vocazione francescana. Nell’autunno del 1220 frate Antonio era infatti partito missionario per il Marocco, ma poco dopo il suo arrivo in Africa si era ammalato.

Fu così costretto a tornare in patria, ma durante il viaggio di ritorno, a causa del maltempo, fu costretto a deviare verso l’Italia: sbarcò in Sicilia, si curò a Messina e si incamminò poi verso Assisi dove incontrò Francesco. Agli otto secoli di quell’incontro sono già state dedicate varie iniziative e altre sono in programma nel Giugno Antoniano che è in corso di svolgimento e che anche quest’anno accenderà i riflettori sui tesori della basilica.

I tesori da (ri)scoprire

Il pavimento a quadri di tre colori che sostituì uno più “identitario”. I segreti delle otto cupole e dei due campanili. Le impronte lasciate da personaggi che nei secoli hanno voluto lasciare un segno per essere vicini a quel Santo che sapeva parlare alla gente e che a Padova è diventato così importante - e così amato - da poter essere chiamato senza nome.

I monumenti funerari e quelli celebrativi, le tele più preziose e gli affreschi meno noti. La Cappella dell’Arca e gli altorilievi che raccontano i miracoli del Santo. La Cappella del Tesoro e le sei statue che la sormontano. Gli affreschi di Giotto nella Sala del Capitolo e l’altare di Donatello. C’è un capitolo, nel libro di Maria Beatrice Autizi, per ognuno di questi tesori. Ma anche per gli altri spazi del complesso antoniano: il convento, i chiostri, il sagrato con il monumento al Gattamelata e l’oratorio di San Giorgio, un altro tesoro poco noto e che può incantare.

L’iniziativa

Da qualsiasi angolazione la si osservi, la basilica del Santo è in grado di rivelare a tutti la propria bellezza. «Vero scrigno d’arte, al suo interno», scrive la storica dell’arte Maria Beatrice Autizi, «custodisce capolavori a firma di molti artisti celebri, primi fra tutti Giotto e Donatello». Il volume che racconta i segreti del santuario antoniano - l’edificio religioso più importante di Padova - sarà in vendita venerdì 11 giugno a 11,99 euro per iniziativa del nostro giornale insieme all’Editoriale Programma che con questa uscita allunga la sua collana di opere dedicate alla storia e ai monumenti della città.

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