Prandina, ora spunta l’ipotesi di una ciclabile

La pista verrebbe collegata a quella di corso Milano per la quale è stato stanziato mezzo milione. Pellizzari: avanti con il park

Stanziato mezzo milione di euro per il progetto esecutivo della pista ciclabile di Corso Milano. Una parte dei finanziamenti, circa 375 mila, sono stati invece messi a disposizione dal ministero della Transizione ecologica. In Comune le bocche sono cucite su come procedere ma non è escluso che, senza andare nuovamente a mettere mano alla ciclabile, si voglia realizzare un collegamento che dall’interno dell’area dell’ex caserma Prandina si congiungerò con la pista di Corso Milano.

Si tratterebbe di un modo per mettere insieme l’esigenza di allungare il tratto di strada che si potrà percorre in bicicletta senza però andare a riaprire i cantieri in corso Milano; cantieri che avevano suscitato più di qualche protesta nella fase precedente l’emergenza sanitaria.


la ciclabile

I lavori per la pista ciclabile di corso Milano sono stati al centro di durissime polemiche, di manifestazioni, di raccolte firme di residenti e commercianti tanto che all’epoca c’era stata l’ammissione dello stesso sindaco Sergio Giordani di aver agito troppo in fretta. Dopo la realizzazione delle due piste ciclabili, una per senso di marcia, (che hanno quindi tolto spazio alle auto ed eliminato più di una ventina di parcheggi), molti commercianti e residenti erano insorti, arrivando fino a manifestare in strada e a bloccare il traffico per far sentire la propria voce.

In quella fase a niente era servita l’apertura del parcheggio alla Prandina dalle 8: un’ora dopo era già pieno. Così, per non andare a riaprire quel capitolo e allo stesso tempo per non perdere gli stanziamenti, Palazzo Moroni valuta l’ipotesi di allungare la ciclabile facendola entrare fin dentro l’area dell’ex caserma. Caserma sul cui futuro sono in corso diversi ragionamenti.

il futuro dell’ex caserma

E dopo la pubblicazione dei risultati di un sondaggio effettuato dalla società YouTrend, si è riacceso il dibattito su quello che andrà fatto all’interno. La maggioranza degli intervistati ha detto che lì vorrebbe vedere un parco al posto di un parcheggio.

Sul tema sono intervenuti i commercianti dell’Ascom e gli esercenti dell’Appe per ripetere che dentro la Prandina va fatto un parcheggio, soprattutto se si sta ipotizzando di pedonalizzare piazza Insurrezione. E sul caso ha preso posizione ieri anche Massimiliano Pellizzari, presidente dell’Acc (Associazione commercianti del centro). «A Legambiente voglio specificare che in quell’area un parco c’è già ed è il giardino Cavalleggeri», afferma, «il cuore pulsante della città non può invece continuare a desertificarsi per compiacere piccoli gruppi di élite slegati dalla parte più vivace, curiosa e dinamica della popolazione. Si proceda quindi senza indugi a realizzare un parcheggio da mille posti auto per rilanciare il commercio e l’economia, creando posti di lavoro e opportunità di benessere per la popolazione. Soprattutto se l’intenzione è quella, più che giusta, di liberare dalle auto piazza Insurrezione». —



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