Gli affreschi del ’300 di Padova valutati per settimi all’Unesco

Sarà la settima candidatura a essere esaminata dal world heritage committee dell’Unesco quella del ciclo di affreschi trecentesco di Padova. E con tutta probabilità sarà l’unica candidatura italiana ad andare in porto perché quella dei portici di Bologna è stata “bocciata” dall’Icomos che ne ha chiesto il rinvio al prossimo anno. Dunque dovrebbe essere il 25 luglio il giorno cui ci sarà il voto su Padova, il secondo giorno di esame delle candidature. Il primo dossier a essere giudicato infatti sarà quello dell’Etiopia, poi toccherà all’Arabia Saudita con le iscrizioni preistoriche di Bir Hima (bocciate però da Icomos). La terza candidatura ad essere sottoposta all’esame del comitato avrà un po’ di Italia: è quella transnazionale delle grandi città termali d’Europa in cui c’è Montecatini Terme assieme all’austriaca Baden bei Wien, alla cittadina belga di Spa, al “triangolo boemo” in Repubblica Ceca, alla cittadina d’oltralpe Vichy, all’inglese Bath e alle tedesche Bad Ems, Baden Baden e Bad Kissingen. E ancora le altre candidature discusse sono quella francese del faro di Cordouan, quella della colonia tedesca di artisti della Mathildenhöhe di Darmstadt, e quindi la fortezza greca di Spinalonga a Creta. Quindi finalmente toccherà all’Italia che con Padova potrebbe portarsi davanti alla Cina come nazione con il maggior numero di siti Unesco (gli affreschi trecenteschi sarebbero il numero 56 per il nostro Paese). Ma subito dopo sarà discussa la candidatura della città Quanzhou che permetterà alla potenza orientale di rimettersi in parità.

La candidatura padovana è forte della raccomandazione positiva dell’Icomos che pure ha chiesto però alcuni aggiustamenti, a partire dal nome e dalla necessità di specificare come gli affreschi del Palazzo della Ragione non siano trecenteschi ma realizzati un secolo dopo. —




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