«Caccia ai cinghiali anche fuori dal Parco»

L’appello lanciato da Confagricoltura ai vertici dell’Ente, di Regione e Provincia: «Già perso l’80 per cento dei raccolti»

Grido d’allarme degli agricoltori di Confagricoltura Padova: «I cinghiali stanno distruggendo i nostri raccolti sia all’interno del perimetro del Parco Colli che nelle aree limitrofe della Bassa padovana. Quest’anno abbiamo già perso l’80% dei raccolti di mais e soia». Per denunciare la situazione diventata insostenibile e proporre nuove iniziative, l’associazione di categoria presieduta da Michele Barbetta ha organizzato ieri nel Consorzio di Bonifica Euganeo di Este un incontro con gli esponenti delle istituzioni: Regione, Provincia, Parco e alcuni sindaci.

l’associazione

«Da anni segnaliamo il problema dei cinghiali e delle nutrie ma le soluzioni non arrivano» attacca Barbetta «La crescita del numero degli ungulati anche fuori dal territorio del Parco, come ad esempio nelle campagne intorno al boschetto delle Vallette, tra Este e Ospedaletto Euganeo, è esponenziale. La Regione ha autorizzato un piano di eradicazione: è giunto il tempo che si faccia qualcosa. Altrimenti chiediamo di essere autorizzati a sparare nelle proprietà».

PROVINCIA E PARCO

Se all’interno del Parco Colli il controllo viene effettuato dal personale dell’ente, di Veneto Agricoltura e dai selecontrollori, con i chiusini e con la carabina dalle altane nelle aree esterne la competenza è della Provincia. «Non disponiamo dei mezzi sufficienti per risolvere questo problema: la Polizia provinciale ha 6-7 agenti che devono badare ad un territorio vastissimo» evidenzia il presidente Fabio Bui «Quest’anno nella zona delle Vallette i nostri agenti hanno effettuato 8 abbattimenti. Sono pochi, ma per ora non possiamo fare di più. Siamo in attesa che vengano definite una volta per tutte le competenze. Comprendiamo la situazione in cui si trovano gli agricoltori».

In soccorso alla Provincia sul controllo dei cinghiali nella Bassa potrebbe arrivare il Parco Colli: «Stiamo pensando a un protocollo che permetta ai nostri selecontrollori di operare anche nelle campagne limitrofe, come ad esempio quelle delle Vallette dove ci risulta ci siano almeno un centinaio di capi» afferma il neo presidente Riccardo Masin «Sui Colli abbiamo aumentato le catture ma questo non ci deve far pensare che il problema sia sotto controllo. In questo periodo stanno attaccando seminativi e ciliegi».

LE PROTESTE

Sul finire della riunione gli animi degli agricoltori si sono parecchio agitati. «Chiediamo che ci sia un maggiore controllo: quest’anno nei 34 ettari che coltivo a mais, soia e barbabietole ho perso oltre il 50% del raccolto», afferma Giuliano Bonfante. Paolo Peruzzi è un coltivatore di tabacco e segnala il problema della sicurezza: «Quando si fa la cimatura delle piante di tabacco capita spesso di avere alle spalle una femmina di cinghiale con i piccoli e questo non ci fa stare tranquilli» afferma «Avere i cinghiali nella pianura padana è una vergogna, una mancanza di rispetto per chi vive di agricoltura».

LA REGIONE

Per la Regione hanno partecipato (da remoto) il dirigente dell’Agroambiente Gianluca Fregolent e (in presenza) la consigliera Elisa Venturini: «Per venirne a capo serve una forte sinergia tra gli enti: la presenza del Parco è un fatto positivo visto che ha i mezzi per affrontare la questione anche fuori dal proprio territorio», ha affermato la esponente di Forza Italia.

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