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Veleno sui tigli a Este, strage di api: è un reato, caccia al colpevole

È successo sabato lungo via Brunelli, si è attivato subito il sindaco Gallana. L’assessore all’ambiente Gobbo non usa mezzi termini: «Un fatto gravissimo»

ESTE. Strage di api, insetti impollinatori, cicale ed altri eterotteri, ad Este, la prima città del Veneto amica delle api. Nel pomeriggio di sabato, attorno alle 14.30 l’apicoltore Andrea Cocchio si accorge che in via Brunelli, con un trattore con pompa, un uomo sta cospargendo i tigli delle aiuole dell’area verde con una sostanza. Il tempo di portare i figli in piscina e torna subito sul posto: a terra c’erano centinaia di api e insetti morti o agonizzanti.

«Non volevo credere a quello che vedevo», racconta. «Non ho potuto fermarmi subito a capire cosa stesse facendo l’uomo, ma ho chiesto a mia figlia, seduta in auto accanto a me di scattare foto e video del trattore che stava irrorando gli alberi».

REATO GRAVE

Dopo avvertito le forze dell’ordine ha chiamato gli altri apicoltori della zona informandoli dell’accaduto. «Si tratta di un reato gravissimo, soprattutto in questo momento in cui siamo costretti ad alimentare le api a causa della scarsità di cibo, oltre che vederle morire continuamente per i trattamenti chimici fatti nei campi».

Si è attivato subito anche il sindaco Roberta Gallana per capire cosa stava accadendo, dato che l’amministrazione comunale non aveva autorizzato alcun tipo di trattamento, per eliminare le zanzare: da tempo non viene più utilizzato veleno volatile tramite irrorazione, ma pastiglie messe nelle caditoie.

Nemmeno gli apicoltori si spiegano come mai si stessero trattando gli alberi, forse per impedire alle cicale di cantare? O per evitare che gli insetti della melata facciano cadere la resina sulle auto a ridosso dei tigli? Il motivo resta un mistero, ma non resterà a lungo sconosciuto il nome del responsabile dello spargimento di veleno che ha causato la moria. Grazie alla denuncia degli apicoltori si sono mobilitati carabinieri e Usl6. «Le indagini stanno proseguendo», spiega Gallana, «per capire chi è l'autore dell'irrorazione e cosa di preciso è stato usato visto che ha causato la moria di api».

GIOCO DI SQUADRA

L’assessore all’ambiente Sergio Gobbo ha precisato che il Comune è estraneo ai fatti e che questo tipo di trattamenti non sono previsti e se dovessero essere fatti per qualche motivo, dovrebbero avvenire di notte, lontano da arnie e con informazione della cittadinanza tramite avvisi pubblici. «È stato fatto subito un gioco di squadra tra gli apicoltori, l’amministrazione e le forze dell’ordine, questo è importante per fermare queste azioni vili», commenta il consigliere Carlo Zaramella.

«A soli 50 metri c’è un apiario e il gestore tra 48 ore riuscirà a capire quanti danni e moria alle sua api ha causato lo spargimento di veleno. Un fatto gravissimo». Venerdì 11 giugno sarà convocato il consiglio Comunale e Zaramella farà una proposta per sensibilizzare la popolazione verso le api e altri animali impollinatori, essenziali per la biodiversità e per la sopravvivenza di tutti.

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