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Iniziano le vacanze, boom di tamponi nel Padovano

Medici e farmacisti: impennata di richieste di test per chi deve viaggiare. E nel Padovano i positivi sono scesi a 1011

PADOVA. Prima si facevano per scovare il virus, identificare i focolai e mettere in isolamento i positivi. Ora i nuovi contagi giornalieri si contano sulle dite di due mani, in provincia di Padova i positivi sono 1.011. E alle porte dell’estate i tamponi sono diventati il lasciapassare per le vacanze: in valigia bisogna portare l’esito del tampone negativo, il certificato di avvenuta vaccinazione o quello di guarigione dal Covid. E non solo se si parte per l’estero. Anche molte strutture in Italia, indipendentemente dal colore della regione dove si trovano o di quella da cui si proviene, richiedono il certificato del tampone negativo, con o senza green pass. Risultato: già da diversi giorni le richieste di test rapidi o molecolari stanno aumentando, come spiegano farmacisti, medici di base e medici di ambulatori privati.

Tampone o certificato

«Le richieste di tampone stanno aumentando» conferma Domenico Crisarà, segretario provinciale Fimmg (associazione sindacale dei medici di Medicina generale), «e credo che ci sarà un gran movimento in questo senso in vista delle vacanze dei prossimi mesi. Poi non tutti vogliono il tampone, in alternativa molti chiedono il certificato di guarigione dal Covid 19, solo che non lo possiamo rilasciare se la guarigione risale a mesi fa e questo spesso le persone non lo capiscono. Ovviamente per loro è preferibile il certificato che diversamente dal tampone non costa nulla. Chi ha fatto il vaccino» continua Crisarà, «chiede invece il certificato che attesti l’avvenuta somministrazione delle due dosi, ma possiamo rilasciarlo solo ai pazienti che abbiamo vaccinato noi. Sperando che la pandemia resti sotto controllo e che non si vada incontro a nuove restrizioni, ritengo che i tamponi resteranno uno strumento importante nei prossimi mesi».

In farmacia

Più tamponi anche nelle farmacie, come spiega il presidente dell’Ordine dei farmacisti Giovanni Cirilli: «L’aumento della richiesta è già molto evidente e credo lo sarà ancora di più nelle prossime settimane. La Regione Veneto ha tolto l’obbligo della presenza dell’infermiere in farmacia» rileva Cirilli, «e questo ci consente di eseguire i tamponi in qualsiasi momento. Se prima c’erano giorni e orari prestabiliti, ora li possiamo fare su richiesta durante tutto l’orario di apertura della farmacia. Sicuramente una comodità per i cittadini, un po’ meno per noi che dobbiamo comunque gestirli in concomitanza con il resto del lavoro, ma tutto sommato basta che l’utente telefoni con un minimo di anticipo così ci organizziamo».

In farmacia viene eseguito il tampone rapido: «Utilizziamo quello con l’attendibilità più elevata» sottolinea Cirilli, «e rilasciamo il certificato sia in lingua italiana che inglese, condizione necessaria visto che è richiesto per viaggiare all’estero e salire in aereo».

Ambulatori privati

«Noi stiamo registrando un incremento della domanda di tamponi molecolari» sottolinea Giulia Lonardi, direttrice sanitaria del Poliambualtorio Valentini di piazzetta Conciapelli a Padova, «per lo più da parte di persone che devono prendere l’aereo. C’è un po’ di disorientamento perché ogni Stato ha le sue regole e le persone spesso non sanno come regolarsi».

L’usl euganea

Da 600 positivi al giorno a meno di venti: nei punti tampone dell’Usl l’attività dei test è decisamente diminuita di pari passo con l’arretrare della pandemia: «Per noi l’attività di screening è legata principalmente alla sorveglianza» rileva Lorena Gottardello del Dipartimento Prevenzione, «e visto l’andamento della pandemia ora di tamponi ne facciamo molti meno. Certo vediamo più persone che lo richiedono per potersi spostare e viaggiare ma la mole di lavoro legata ai tracciamenti nei nostri punti tampone è diminuita, motivo per cui prossimamente credo ridurremo anche gli orari. Alcuni continuano a chiedere il green pass ma non lo rilasciamo noi» sottolinea ancora Gottardello, «vale il certificato che viene rilasciato dopo la seconda dose di vaccino, che ciascuno può scaricare anche dal fascicolo sanitario elettronico».

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