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Padova, la fiducia per Giordani schizza al 75 per cento. A destra non piace il candidato civico

Il sindaco Sergio Giordani

Il sondaggio. Contro Ostellari la sfida più difficile. Il sindaco trascina anche il Partito democratico. Crescono Lega e FdI, crolla Forza Italia

PADOVA. A un anno esatto di distanza dalla sfida elettorale, lo sfratto di Sergio Giordani da Palazzo Moroni sembra essere una mission impossible per il centrodestra. Forte della fiducia di tre padovani su quattro, il sindaco pare non dover temere il confronto né con un avversario dal profilo civico né con un esponente di partito.

È quanto emerge da un sondaggio effettuato dalla società YouTrend che tra il 31 maggio e il 3 giugno ha intervistato un campione di oltre ottocento persone residenti a Padova. Per Giordani i numeri sembrano essere estremamente confortanti tanto che il rischio, semmai, può essere quello di dare ormai per scontata la rielezione. «Sono numeri confortanti», ha detto ieri il sindaco, «ma in questa fase il mio impegno è per far uscire Padova dalla pandemia».

La fiducia

Solo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Mario Draghi hanno un consenso superiore a Giordani, che invece gode della fiducia del 75,8% dei padovani. L’apprezzamento per Giordani è spalmato in maniera omogenea tra uomini e donne, giovani e anziani. Per quanto riguarda la condizione occupazionale, ad avere fiducia nel sindaco sono soprattutto i disoccupati che arrivano all’86%, mentre c’è poca differenza tra i lavoratori autonomi e i dipendenti.

Un prima sorpresa arriva dall’analisi delle dichiarazioni di voto: se infatti è scontato che il 93,6% degli elettori di centrosinistra si dica soddisfatto dell’operato del sindaco, lo è meno che lo sia anche il 77,2% degli elettori di Forza Italia. Giordani riscuote anche un buon successo tra i simpatizzanti del Movimento 5 Stelle. Risultati che sembrano dimostrare l’abilità del primo cittadino nel mantenere quel profilo civico che quattro anni fa gli ha permesso di battere il ben più divisivo Massimo Bitonci. E dunque sono ancora più interessanti i risultati del sondaggio sulle intenzioni di voto dei padovani.

Verso le elezioni

Non è un mistero che il centrodestra stia pensando ormai da mesi alla figura più adatta a sfidare Sergio Giordani. Da una parte c’è chi pensa che un candidato civico, proveniente dal mondo dell’università o delle professioni, sia il più indicato per una città come Padova.

Diversi i nomi che sono circolati: dai professori Mazzarolli e Palù, oggi alla guida dell’Aifa, fino al rettore Rosario Rizzuto che però ha voluto mettere a tacere in prima persona le voci escludendo di volersi candidare. Ma c’è anche chi ritiene sia necessario presentare ai padovani un candidato radicalmente diverso da Giordani e quindi con una chiara identità di partito.

E anche qui sono circolati diversi nomi: dai leghisti Marcato e Ostellari agli esponenti di Fratelli d’Italia Enoch Soranzo o Elisabetta Gardini. E in questa chiave vanno letti i risultati del sondaggio che ha provato a capire come andrebbe a finire la partita nell’uno e nell’altro caso. In entrambe la situazioni Giordani sembra vincere a mani basse.

Contro il civico il consenso dell’attuale sindaco sfiora il 70% mentre quello dell’avversario si ferma al 31,5%. Interessante vedere in questo scenario che Giordani strapperebbe anche il 25% degli elettori che quattro anni fa votarono Bitonci. Le cose cambiano poco anche se lo sfidante dovesse essere Enoch Soranzo (68,9% per Giordani, 31,1% per l’esponente di FdI). La situazione diventa invece più interessante nei casi in cui i rivali fossero due leghisti doc come Roberto Marcato o Andrea Ostellari.

Contro l’assessore regionale lo scontro finirebbe 65 a 35 per Giordani, mentre contro il senatore, che in queste settimane è sotto i riflettori per il dibattito sulla “legge Zan”, le intenzioni di voto indicano un 64,5 a 35,5 per il primo cittadino. «I sondaggi servono a qualcuno», afferma Ostellari, «e questo probabilmente serve al Pd che ha annunciato il sostegno a Giordani. A me e a gran parte dei padovani non serve e non interessa. Interessano piuttosto la sicurezza e il decoro della città, il lavoro e un progetto di sviluppo per i prossimi 20 anni».

Per quanto riguarda le intenzioni di voto, in caso di consultazioni politiche il Partito democratico sarebbe il primo partito in città con il 31,7%. A seguire la Lega e Fratelli d’Italia. Crolla Forza Italia che registra, in quella che era una delle capitali del voto azzurro, appena il 3.6%.

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