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Confessa i colpi della sua banda: Curcio chiede il patteggiamento

Furti, rapine e pestaggi di un gruppo di sinti in mezzo Veneto dall’estate del 2020 a fine anno

LEGNARO. Furti, rapine, pestaggi, conditi da incontestabile destrezza e brutale cinismo. Anziani e giovani, italiani e stranieri: la banda degli otto non ha risparmiato alcuna categoria. A “incastrarli” sono state le confessioni di un membro della banda. Che, davanti agli inquirenti, ha snocciolato per filo e per segno gran parte dei colpi, addossando le singole responsabilità agli ex compagni di scorribande. Oggi David Curcio (difeso dall’avvocato Leonardo Arnau), 21 anni di Abano, ha già avanzato richiesta di patteggiamento.

INDAGATI E ACCUSE

Proprio per le accuse mosse verso altri sette, praticamente tutti sinti delle comunità di Legnaro e Cavarzere, il prossimo 30 giugno sarà ascoltato dal gip per l’incidente probatorio richiesto dai sette indagati, tutti difesi dal legale Danilo Taschin. Curcio e i sette sono accusati di associazione a delinquere e poi (a vario titolo) di rapina, lesioni personali e furti pluriaggravati. Gli indagati dalla Procura di Padova (pm Sergio Dini), oltre a Curcio, sono Naichel Millas, 20 anni di Legnaro, domiciliato a Cavarzere; la madre Federica Hudorovich, 38 anni di Legnaro; Donovan Fulle, 26 anni di Cavarzere; Valentina Rizzetto, 21 anni di Legnaro ma domiciliata a Cavarzere; Asia Cavazza, 19 anni di Verona e domiciliata a Cavarzere; Denis Hudorovich, 37 anni, residente a Favaro Veneto e Simone Hudorovich, 35 anni di Cavarzere. Sono oltre trenta gli episodi contestati alla banda dei sinti, commessi dall’estate del 2020 fino a fine anno in mezzo Veneto.

I COLPI

Il 16 luglio, a Codevigo, Millas aveva ad esempio colpito con un pugno una donna, G.P., per rubarle la borsa di Dolce&Gabbana: per lei 8 giorni di prognosi. Il 21 settembre, a Solesino, Millas con Curcio, Fulle e un altro complice avevano tagliato la strada alla Scenic di R.R.: bloccata la vettura, avevano rotto il finestrino e sottratto la cassetta con l’incasso del giorno del lavoratore al volante.

Il 12 ottobre 2020, altro colpo ad Abano, sempre con lo stesso gruppetto in azione: a farne le spese i nonni dello stesso Curcio, segregati in casa e schiaffeggiati per avere 30 euro. A Mestre, il 16 ottobre, D.F. e L.F. avevano rimediato botte capaci di cagionare rispettivamente 51 e 6 giorni di prognosi: il tutto per un bottino di 180 euro, un tablet e uno smartphone.

Il 16 ottobre la banda blocca in zona ippodromo a Padova una Tiguan con alla guida M.P.: il conducente viene minacciato di morte, e intanto qualcuno gli ruba due borse sui sedili posteriori. A Marghera, l’8 novembre, i malviventi in tasca riescono a mettere un portafoglio di un passante, con dentro 120 euro. E ancora, il 24 ottobre non hanno pietà di I.O., che nel parcheggio di Iperlando sta sostituendo lo pneumatico forato della sua Golf: mentre l’uomo è al lavoro, dall’auto viene sgraffignato un borsello con 500 euro.

Manco a dirlo, era stata la banda a forare la ruota, esattamente come l’11 novembre, sempre a Mira, ai danni di uno straniero che in auto però ha ben 10 mila dollari. La lista è davvero lunga e condita di violenza, come per l’aggressione del 25 novembre ad Anguillara Veneta a H.Q.: la donna viene scaraventata a terra, trascinata e derubata di 200 euro. In elenco poi sono finiti colpi a Candiana, Agna, Conselve, Adria, Cavarzere, Copparo, Rosolina e Legnago.

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