Vigonza, imprenditore colto da infarto: a trovarlo morto è la moglie

L'imprenditore Luciano Magro

Luciano Magro aveva 74 anni, era titolare con la sorella dello scatolificio “Al Capriccio” e socio della Mirapack imballaggi di Santa Maria di Sala

VIGONZAUn arresto cardiaco ha spezzato la vita dell’imprenditore vigontino Luciano Magro, contitolare con la sorella dello scatolificio “Al Capriccio” di Vigonza e socio della Mirapack imballaggi di Santa Maria di Sala, nel Veneziano.

Magro, 74 anni, è deceduto sabato 29 maggio nella sua villa di via Régia a Busa. A trovarlo privo di vita, alle 19, è stata la moglie Rosalba che era andato a chiamarlo perché tardava a scendere dopo un breve riposo pomeridiano. Il sabato era praticamente il “giorno libero” dell’imprenditore Magro, nel quale poteva dedicarsi all’orto di casa.

Anche l’altro giorno si era impegnato nel sistemarlo e poi era andato a riposarsi in attesa della cena. Il malore lo ha dunque colto in un momento di sosta dai tanti impegni lavorativi. Purtroppo vano è stato l’accorrere del Suem 118 chiamato dalla moglie: per Magro non c’era più niente da fare. Lascia, con l’amata moglie Rosalba Pistore, i figli Silvio, Fabio e Giorgia. Il funerale è stato celebrato alle 15. 30 del primo giugno nella chiesa della Madonna di Lourdes a Busa.

Magro era un lavoratore instancabile e una persona affabile: era il confidente di tutti. La sua giornata cominciava all’alba, quando andava all’edicola di Busa a comperare i quotidiani e a scambiare due chiacchiere con qualche compaesano. «Era orgoglioso di essere ancora attivo» afferma la moglie Rosalba, con la quale formava una coppia di ferro «aveva mille impegni. Anche se qualche volta gli mancavano le forze e dava sempre la colpa a una patologia che si portava dietro da qualche anno, si fermava un attimo e ripartiva. Ha finito il suo cammino lavorando». A impegnarsi nell’azienda di via Pola a Capriccio creata dal padre Lino con i fratelli aveva cominciato finito il servizio militare. L’impegno era poi raddoppiato nel 1984 con l’avvio di una seconda ditta a Santa Maria di Sala. Nei due stabilimenti, che oggi restano chiusi per lutto, lavorano un centinaio di persone.

Un lato che solo pochi conoscono di Magro è la sua grande e silenziosa generosità, un tratto distintivo della famiglia perché al padre Lino si devono le campane della chiesa di Busa e il calcetto retrostante. «Papà era una persona umile e aiutava tutti» aggiunge la figlia Giorgia «Ha fatto del bene sempre in silenzio, solo chi ne ha usufruito lo sa. Per noi figli ha fatto tanti sacrifici, ma la cosa che lo inorgogliva di più erano i suoi nipotini». Tifosissimo del Milan, aveva sempre detto che sul feretro voleva un cuscinetto rossonero.

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