Ferie cancellate e soldi per ripianare le perdite: addette alle pulizie e oss si appellano al prefetto

La casa di riposo San Giorgio di Casale di Scodosia

La protesta di ventotto lavoratrici di una coop piemontese impiegate nelle  case di riposo di Montagnana e Casale di Scodosia: «Diritti cancellati a  chi ha rischiato la vita in corsia»

MONTAGNANA. Ferie negate e spese impreviste per le lavoratrici di una cooperativa a cui sono affidati due appalti nel Montagnanese: la Cisl proclama lo stato di agitazione e si appella al Prefetto per risolvere la vertenza. Coinvolte le lavoratrici della coop Eurotrend di Cerrione, in provincia di Biella, in forza nelle case di riposo “Città Murata” di Montagnana (8 addette alla pulizia) e “San Giorgio” di Casale di Scodosia (20 operatrici sanitarie).

STATO DI CRISI

Nel settembre 2020, ricordano i sindacalisti della Cisl funzione pubblica di Padova e Rovigo, la coop, presente in diverse regioni, ha proclamato lo stato di crisi e qualche mese dopo ha decretato un aumento di capitale: ogni socio lavoratore doveva versare 600 euro, oltre ad una quota una tantum di 90 euro per appianare le perdite. Ultimo atto, il colpo di spugna sulle ferie residue dello scorso anno. A questo punto la Cisl, sentite le lavoratrici, ha proclamato lo stato di agitazione e si è rivolta al nuovo prefetto di Padova. «Fa specie», osservano Franco Maisto e Carlo Cogo della Cisl, «che proprio a ridosso della festa del 2 giugno vengano calpestati i diritti costituzionali di lavoratrici che per mesi hanno rischiato la vita in corsia, alle quali vengono chiesti soldi per salvare la coop che lavora in appalto».

FERIE CANCELLATE

«Non solo, a partire dal mese di gennaio di quest’anno le operatrici si sono viste cancellare le ferie del 2020 prima per un “problema informatico” finché nei giorni scorsi hanno compreso chiaramente che ormai erano perdute. Stiamo parlando di persone che già avevano versato tra gennaio e febbraio scorsi, 90 euro a fondo perduto come quota per ripianare i debiti aziendali per poi scoprire che in una nuova assemblea dei soci, impossibile da raggiungere, alla presenza di poche decine di partecipanti con la stragrande maggioranza di deleghe è stato deliberato un aumento di capitale per altri 600 euro».

PERSI 1500 EURO

In media tra le ferie perdute e le somme da versare ogni lavoratore quest’anno perde circa 1.500 euro. Da mesi stiamo cercando di risolvere la questione ma le risposte non sono mai arrivate, né è stata fatta chiarezza». Da qui l’appello al prefetto di Padova per avere risposte. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA 

Video del giorno

Tamberi medagliato: "Cari padovani, cari veneti, un pezzetto è anche vostro"

Frittata con farina di ceci e zucchine

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi