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Ristoranti, da martedì la vera ripartenza. «Fatturato di un milione in più a settimana nel Padovano»

Si potrà mangiare all’interno dei locali sia a pranzo che a cena. Segato (Appe): «Giugno sarà il mese della rinascita»

PADOVA. La vera ripartenza per il mondo della ristorazione comincia adesso. Con la possibilità di mangiare al chiuso, sia a pranzo che a cena. Le nuove regole scattano da martedì primo giugno, con il coprifuoco ancora alle 23.

Tra città e provincia significa che torneranno a lavorare tutti e 3 mila gli esercizi pubblici, recuperando 1 milione di euro a settimana. E con la zona bianca andrà ancora meglio: «Il primo fine settimana in zona bianca potrebbe consentirci di recuperare anche 1, 5-2 milioni di euro a settimana», commenta Filippo Segato, segretario dell’Associazione provinciale pubblici esercizi (Appe).

MILLE LOCALI IN PIÙ APERTI

Ai ranghi di partenza dunque circa mille locali in più tra città e provincia, che erano ancora costretti al delivery perché senza plateatico. Mentre 400-500 attività hanno chiuso sotto i colpi della pandemia.

«Adesso per noi inizia la vera ripresa», assicura il segretario Appe. «Vediamo la luce dopo mesi di stop e condizionamenti enormi che hanno portato alla chiusura di un 10% delle nostre aziende. Per dirci soddisfatti aspettiamo il 7 giugno e l’eliminazione del coprifuoco. Considerando che c’è tanta voglia di tornare a vivere, che non ci saranno molte sagre e che le vacanze saranno ancora limitate dalla paura e dalle difficoltà economiche, per l’estate riteniamo di potere recuperare il milione di euro a settimana che stavamo perdendo nel passaggio dalla somministrazione normale al solo delivery».

IL RUOLO DEI RISTORATORI

«Tocca ai ristoratori essere bravi ad intercettare la clientela, con proposte interessanti che favoriscano la consumazione», continua Segato.

«Come Appe cercheremo di dare qualche suggerimento. Ad esempio non rinunciare alla fetta di clientela che si è affezionata all’asporto: su 100 clienti, 90 torneranno senza dubbio ad essere serviti, ma noi stimiamo che 10 potrebbero essersi piacevolmente abituati al delivery. Inoltre dei 90 che preferiranno la somministrazione, pensiamo che la sera 60 mangeranno dentro, ma 30 continueranno a chiedere di mangiare all’aperto».

NUOVA FASE DA GIUGNO

«Dal primo giugno parte una fase nuova che deve essere concepita come un rodaggio in vista della zona bianca perché giugno sarà il mese della ristorazione: su questo dobbiamo puntare tutto». Pur sapendo che non sarà il lavoro pre-Covid: «Per arrivare al centro per cento», aggiunge Segato, «manca ancora l’eliminazione del coprifuoco – e già attendiamo con ansia il prolungamento alle 24 – e regole chiare per i banchetti. Restano inoltre alcuni dettagli: superare il limite di 4 persone al tavolo, il distanziamento di un metro tra persone e la mascherina da portare quando non si consuma».

Anzi. Nell’organizzazione generale della ristorazione non bisogna tralasciare le nuove abitudini imposte dalla pandemia e ancora vigenti: favorire i menù online o di plastica (che si possono igienizzare dopo essere stati usati); al termine di ogni servizio devono essere disinfettate tutte le superfici e resta l’obbligo di esporre un cartello fuori dal locale che indichi il numero massimo di persone che possono essere ospitate contemporaneamente.

«Intanto le prenotazioni stanno andando molto bene e sono continuamente in crescita», sottolinea Segato, «Il ponte del 2 giugno – seppure una festa atipica perché infrasettimanale – sta dando soddisfazione e i ristoratori sono proiettati al weekend del 12-13 giugno per il vero pienone».

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