L’appello del vescovo «L’Italia sottoscriva il no alle armi nucleari»

«L’entrata in vigore del Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari sancisce il divieto, per i Paesi aderenti, di utilizzare, sviluppare, testare, produrre, detenere, acquisire, immagazzinare, trasferire, ricevere, impiegare, installare e dispiegare armi nucleari. Il nostro Paese non ha firmato il “Trattato Internazionale di Proibizione delle Armi Nucleari” e grande è il fermento di movimenti, associazioni, cittadini, amministrazioni comunali e realtà ecclesiali che continuano a chiedere all’Italia di essere coerente alla sua cultura di pace e di ripensarci». La diocesi di Padova torna a far sentire la sua voce sul fronte dell’impegno alla sensibilizzazione sul disarmo nucleare, tema in linea con il pensiero di papa Francesco. Dopo il messaggio del vescovo Claudio Cipolla in occasione della festa di san Benedetto, a luglio dell’anno scorso, e dopo il più recente percorso “Passi di pace”, un nuovo appello è stato lanciato da don Claudio e dalle presidenze del Consiglio pastorale diocesano e del Consiglio presbiterale sabato scorso per chiedere all’Italia di ratificare il Trattato internazionale di proibizione delle armi nucleari, entrato in vigore quattro mesi fa. L’appello del vescovo e dei due importanti organismi di comunione diocesani sarà letto ad alta voce domani in occasione della manifestazione “Per una Repubblica libera dalla guerra e dalle armi nucleari” promossa da “Economia disarmata”, gruppo di riflessione e azione sul disarmo del Movimento dei Focolari. L’appuntamento è fissato per le 17.30 in piazza Duomo (in presenza) e sarà trasmesso in diretta YouTube sulla pagina di Economia Disarmata. —



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