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Sono quattro undicenni gli autori del rogo a Noventa

L’incendio della casetta degli scout. Sono stati tra ragazzini di Noventa e uno di Vigonza, convocati assieme ai genitori dai carabinieri hanno ammesso di aver innescato le fiamme

NOVENTA PADOVANA. Sono quattro undicenni i responsabili dell’incendio che mercoledì ha distrutto la casetta degli scout: tre di Noventa e uno di Vigonza.

Convocati in caserma la sera stessa a conclusione delle indagini dei carabinieri di Noventa col luogotenente Enzo Callegaro, davanti ai genitori esterrefatti hanno ammesso di essersi introdotti nella struttura per stare un po’ insieme.

L’intenzione era di accendere il caminetto con un pezzo di carta, uno voleva pure incendiare la ruota di una carrozzina. Si sono messi a scherzare e la carta infiammata è finita su uno scatolone. Il gioco si è tramutato in un incendio ingovernabile e sono scappati nel parcheggio spaventati dando l’allarme ad alcuni passanti: “Chiamate il 115 che c’è un incendio”. I quattro amici si sono poi allontanati, un paio si sono fermati in piazza, gli altri sono tornati a casa. Determinanti le testimonianze dei residenti e le riprese di videocamere private. I ragazzini non sono imputabili anche se il reato di danneggiamento da incendio è penale. Ingenti i danni se si considera il valore della casetta di 300 metri quadri, anche se non agibile. E poi il cavo dell’alta tensione da 20 mila volt divorato dalle fiamme tanto da causare un black out, l’intervento dei pompieri e il blocco dell’attività patito dai negozi ed esercizi del centro. «Gli autori parrebbero ragazzini di nemmeno 12 anni, le loro famiglie saranno chiamate a risponderne», ha detto il consigliere Marcello Bano.

«Sono sollevato nel sapere che nessuno si è fatto male», dichiara Denis Cacciatori, presidente della Rsa proprietaria dell’area. «È doloroso constatare quanto danno sia stato arrecato ma lo è di più sapere che è stato causato da una bravata che poteva costare molto cara. Fu giusto non rinnovare la convenzione con gli scout, la struttura non era idonea ad accoglierli in sicurezza».

«Sono felice che in brevissimo tempo siano stati individuati gli autori, mi sconcerta che si tratti di ragazzini», dice il sindaco Luigi Bisato. «Va fatta una seria riflessione su come Comune, scuola e le famiglie possano intervenire per limitare il loro disagio. Quanto alla Casetta penso che sia meglio un presidio utilizzato, ovviamente ripristinato, che un buco nero ricettacolo di varie umanità. Un’agenzia educativa come gli scout avrebbe sicuramente preservato il bene da vandalismi». Cacciatori intanto annuncia di aver adito le vie legali nei confronti di chi, tramite social, ha accusato la Casa di riposo di essere l’artefice dell’incendio. ––

Giusy Andreoli

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