Un gruppo Facebook valida alternativa agli uffici di collocamento

“Offro/cerco lavoro nella Bassa Padovana” è attivo da 10 anni e conta ventimila iscritti Il fondatore: «Territorio difficile, cerco di essere utile» 

Borgo veneto

La ripartenza del lavoro nella Bassa Padovana passa anche per Facebook. Il gruppo “Offro/cerco lavoro nella Bassa Padovana” compie dieci anni e taglia il traguardo dei 20 mila iscritti. «Ho fondato il gruppo nel 2011 perché ho intravisto una profonda crisi lavorativa nel nostro territorio», spiega Andrea Franchin, prosindaco di Borgo Veneto. «All’epoca ho confidato nel potere dei social per creare uno spazio in cui scambiare informazioni su domanda e offerta di lavoro, scelta che si è rivelata azzeccata». Nato nel 2011 e fuso in seguito con un altro gruppo simile, ogni anno questo spazio social permette di soddisfare centinaia di richieste di lavoro: i datori pubblicano le mansioni ricercate e nei commenti si fanno avanti gli interessati. Baristi, camerieri, addetti a pulizie e baby sitter, ma anche impiegati e operai, queste le figure più ricercate. Tra i ventimila iscritti ci sono anche agenzie interinali che operano nel territorio. «Significa che lo trovano affidabile», commenta Franchin.




Con tale mole di partecipanti, la gestione non è semplice. Per questo il fondatore è aiutato da una collaboratrice, Michela Visentin: insieme quotidianamente vagliano i post dei membri. «I ventimila iscritti mi danno grande soddisfazione, non avrei mai pensato di arrivare a coinvolgere così tante persone», spiega. Al contempo però, il fondatore non nasconde la preoccupazione per l’altra faccia della medaglia: «Un successo così grande per un gruppo che tratta di disoccupazione non può essere un vanto per il territorio». Come prosindaco di Borgo Veneto ed ex commerciante Franchin gode di una posizione privilegiata per osservare i limiti lavorativi della Bassa. «Le difficoltà nel nostro territorio esistono da sempre. Oltre la crisi del polo del mobile di Casale di Scodosia e il fallimento del Parco produttivo del Fiumicello, la zona soffre per i pochi collegamenti con altre realtà produttive limitrofe come la provincia di Verona, anche a causa delle scarse infrastrutture stradali», spiega. «Il futuro del gruppo? Sono tante le persone che grazie al mio gruppo hanno trovato lavoro. I loro ringraziamenti mi spronano a continuare per farlo crescere ancora, diventando sempre più utile». —



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