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Nuovo Ponte Riviera benedetto da 12 sindaci come nodo strategico: collega Polverara a Casalserugo

Realizzato in 10 mesi dalla Provincia, spesa di 1,6 milioni Bui: «Le grandi opere possono rilanciare l’economia»

POLVERARA. Dieci mesi esatti di attesa e di disagi, con qualche colpo di scena per vedere completato il nuovo ponte della Riviera. Più largo, con due passerelle per pedoni e ciclisti, e decisamente più sicuro del precedente, in grado di portare tutti i mezzi pesanti, è stato progettato “in casa” e realizzato dalla Provincia, con una spesa di 1,6 milioni.

È molto di più del semplice collegamento sul canale Roncajette fra Polverara e Casalserugo, lungo la strada provinciale 30: è un nodo strategico per buona parte del territorio a sud-est di Padova. Ne è prova la presenza ieri in occasione del taglio del nastro ufficiale dei sindaci di Casalserugo, Polverara, Arzergrande, Albignasego, Bovolenta, Brugine, Cartura, Due Carrare, Legnaro, Maserà, Piove di Sacco e Ponte San Nicolò.

Il vecchio ponte, costruito nel 1958, mostrava tutti i segni del tempo, ha ricordato il presidente della Provincia Fabio Bui, indebolito anche dalle numerose piene del Bacchiglione. «Un’opera molto attesa dalle imprese e dai cittadini», ha aggiunto Bui, «perché parliamo di sicurezza e di competitività. Come Provincia siamo convinti che le grandi opere potranno rilanciare il sistema economico solo a patto di investire anche nella viabilità provinciale perché è la rete infrastrutturale che più serve alle piccole e medie imprese».

Sollevati i sindaci dei due Comuni che per mesi hanno dovuto rispondere alle domande dei loro concittadini e tranquillizzarli sui tempi. «È un segno tangibile di attenzione al territorio», ha detto Alice Bulgarello, sindaco di Polverara. «Ringraziamo la Provincia per aver saputo guardare alle esigenze di queste due comunità. È il primo passo perché stiamo continuando a lavorare per progetti che uniscono». Per il sindaco di Casalserugo Matteo Cecchinato «non è una casualità che l’apertura del ponte coincida con la fine della pandemia. Costruire ponti in questo momento di crisi è necessario per tutti e questo modo di procedere può dare nuovo slancio all’area a sud di Padova».

Fatto il ponte è già tempo di guardare ai prossimi interventi, a partire dalle piste ciclabili, che dagli argini del fiume conducano verso i due centri abitati, come chiedono a gran voce da anni i residenti. Bui e i sindaci ricordano che proprio in questa zona c’è un progetto da 20 milioni di euro per le piste ciclabili, da realizzare a stralci. C’è poi il nodo di Bovolenta, messo sotto pressione dal traffico: nelle prossime settimane si valuterà se chiudere ai camion il ponte a senso unico alternato che collega il centro del paese.

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