I muri di Padova raccontano l’emozione di rinascere con la Biennale di street art

Dopo il successo della prima edizione, dal 5 giugno ecco “Super Walls” con quaranta artisti da cinque Paesi europei

PADOVA. Torna la magia della street art con la seconda edizione della Biennale di Abano Terme e Padova: “Super Walls”. L’appuntamento è dal 5 al 20 giugno e l’attesa, dopo il successo della prima edizione (2019), è un’onda lunga che coinvolge otto comuni: oltre ad Abano Terme e Padova, infatti, sono coinvolti Albignasego, Limena, Mestrino, Tombelle di Saonara, Sarmeola di Rubano e Veggiano.

La manifestazione vanta la partecipazione di 40 street artist, di cui 12 donne, provenienti da cinque paesi europei, impegnati ad elaborare il tema della rinascita su 35 superfici messe a disposizione da realtà private e istituzionali, aziende, strutture ricreative, punti vendita, istituti religiosi, fino all’Università e agli ospedali cittadini. La kermesse celebra l’arte di strada come strumento di valorizzazione del paesaggio urbano che ha già visto, con l’edizione passata, realizzare 20 imponenti opere che fanno dei comuni ospitanti una vera e propria galleria artistica a cielo aperto.

La forza della manifestazione, naturalmente, sono gli artisti. Dai “nostri”, i writers storici, che hanno letteralmente iniziato la città alla bellezza dei murales. Come Alessio-b e la sua sintesi romantica delle emozioni; i tratti autentici di Tony Gallo; Roulè e i colori avvolgenti dei suoi pulmini; Peeta (attivo già nella primissima crew padovana Ead) che ha rimescolato le regole, facendo della street art un unicum di pittura, scultura e muralismo e rivoluzionando l’intera geometria delle forme. E ancora: Orion, che taglia lo spazio; Joys, riferimento per il mondo dei graffitti: le sue opere sono ormai riconosciute ad una voce sola come inedite e personalissime, indimenticabili nella loro estetica della maniacalità. E ancora: Boogie, Axe e Bonato, che porta con le sue opere un’instancabile riflessione sul senso della vita umana. Altri si affacciano per la prima volta alla Biennale: come Any, capace di decostruire e ricostruire la complessità del bello attraverso immagini pop e uno sguardo penetrante che passa attraverso la città di New York; Zero Mentale, l’architetto delle sinapsi; Shife e il pop dissacrante. E poi c’è l’uragano internazionale che arriva dall’Europa. Tra i primi a scommettere sulla biennale gli artisti del collettivo di Rennes: La Crémerie.

Fra i nuovi, scelti dalla giuria tecnica, Spok Brillor, di Madrid, un’evoluzione perenne dopo più di vent’anni di lavoro – ha realizzato più di 30 opere esposte in oltre 10 paesi – ma uno stile inconfondibile. Muriatico, anche lei spagnola (Barcellona) instancabile sperimentatrice; la coppia Medianeras: Vanessa Galdeano (architetto) e Analì Chanquìa (laureata in belle arti); Julia Benz, che porterà a Padova l’underground berlinese. Tra i big del mondo della street art, la città di Giotto potrà vantare un’opera di Jdl: (Amsterdam) Judith de Leeuw era un ribelle di 15 anni che sfogava la sua adolescenza con le bombolette.

Oggi è un’artista pluripremiata che porta emozione nel mondo attraverso i temi sociali. Infine David Karsenty, dalla Normandia, sacerdote della pop art e ministro del concetto di icona e Anna Conda (Russia). Curatori dell’evento il gallerista Carlo Silvestrin e la critica d’arte Dominique Stella. Super Walls è stata presentata ieri nella suggestiva cornice di Palazzo della Ragione, con la partecipazione, fra gli altri, del sindaco Sergio Giordani, fiero padrone di casa e dell’assessore alla cultura Andrea Colasio, tra i primi a dare fiducia a Silvestrin.

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