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Palamara, l’ex togato del Csm a Padova: tre ore di colloquio col pm per le accuse al suo “Sistema”

L’ex membro del Csm radiato a ottobre convocato in Procura: è accusato di diffamazione per il suo libro “Il Sistema”, scritto a quattro mani con Sallusti

PADOVA. Tre ore di colloquio con il pubblico ministero Marco Peraro. Tanto è durato l’incontro tra il magistrato padovano e Luca Palamara, l’ex membro togato del Consiglio Superiore della Magistratura, radiato nell’ottobre del 2020 in seguito a un’inchiesta sul suo ruolo di “mediatore” tra le correnti della magistratura.

Palamara è stato convocato dal pm Peraro, il magistrato che ha aperto un fascicolo per diffamazione nei confronti dell’ex togato. A presentare querela per diffamazione era stato il procuratore aggiunto di Roma, Paolo Ielo. Ielo compare infatti nel libro firmato da Palamara e Alessandro Sallusti, “Il Sistema”, edito da Rizzoli e stampato da Grafica Veneta di Trebaseleghe. Un libro dal sottotitolo ben esplicativo, “Potere, politica affari: storia segreta della magistratura italiana”, da settimana in vetta alle classifiche di vendita italiane.

Palamara all'uscita dal Tribunale di Padova con i suoi avvocati

Ielo ha ritenuto «falsi e diffamatori» gli episodi raccontati da Palamara a suo riguardo. Da qui le due querele (per due ambiti diversificati) che hanno portato all’apertura di un fascicolo per diffamazione a mezzo stampa. A Padova perché questo è il luogo in cui è stato fisicamente stato stampato il volume e che dunque dà la competenza.

Ielo, che potrebbe diventare il nuovo procuratore di Milano, aveva annunciato la doppia querela a due giorni dall’uscita del bestseller. Nelle pagine del libro, Palamara denuncerebbe di essere stato contattato dall’allora procuratore di Roma Giuseppe Pignatone: a sua volta, quest’ultimo avrebbe caldeggiato la nomina di Ielo ad aggiunto. Nomina che nel 2016 è effettivamente arrivata. E ancora, Palamara indica una vicenda del 2019 da cui sia Pignatone che Ielo avrebbero dovuto astenersi (cosa che non hanno fatto) per possibili conflitti d’interesse.

A Padova, Palamara si è presentato con gli avvocati Rampioni e Toniolo. «Sì, il colloquio è durato molto, ma d’altra parte per chiarire le dinamiche complesse di Roma serve tempo. Con sei nomine in due anni, ce n’è da raccontare», ha affermato Palamara uscito dalla stanza del pm.

A Padova peraltro quello legato alla denuncia di Ielo non è l’unico fascicolo aperto nei confronti di Palamara: nei giorni scorsi si sono aggiunte le querele di altri magistrati, come Antonio e Ferdinando Esposito, padre e figlio, il primo presidente del collegio della Corte di Cassazione che condannò Silvio Berlusconi per la frode fiscale sui diritti Mediaset, e poi il giudice Piergiorgio Morosini, giudice per le indagini preliminari del processo Stato-Mafia a Palermo. «Ci sta che qualcuno non sia d’accordo» sottolinea l’ex membro del Csm «Io racconto il mio punto di vista e sono qui per chiarirlo. Questa era la prima convocazione».

Palamara, primo magistrato ed essere radiato dal Csm, chiude: «Sto lavorando al ricorso per poter rientrare in Consiglio. Oltre a scrivere, è questo il mio grande impegno attuale».

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