Ampliamento della discarica di Sant’Urbano, sette Comuni alleati contro Fiocco

Protocollo d’intesa per annullare la proroga al 2029 del fine vita dell’impianto. Il sindaco: «Prima di dire sì chiesto uno studio all’Istituto Mario Negri di Milano»

PIACENZA D’ADIGE. Un accordo tra sette amministrazioni municipali per la tutela in giudizio contro l’ampliamento della discarica di Sant’Urbano approvato dalla Regione Veneto. Un nuovo tassello alla vicenda che riguarda la discarica tattica regionale gestita da Gea srl, dopo il ricorso straordinario al Capo dello Stato presentato dal Comune di Vighizzolo contro la Regione ed il Comune di Sant’Urbano.

SETTE COMUNI

Per chiedere l’annullamento dell’ampliamento del sito, scendono in campo a difesa del territorio le amministrazioni comunali di Piacenza d’Adige, Barbona, Vescovana, Villa Estense ed i Comuni rodigini di Badia Polesine, Lendinara e Lusia. Alcuni giorni fa hanno firmato un protocollo d’intesa, con capofila Piacenza d’Adige, per affidare ad un unico studio legale l’incarico di difesa della loro posizione contraria all’ampliamento della discarica, che prevede l’arrivo di un ulteriore milione di metri cubi di rifiuti, con un innalzamento di oltre tre metri della copertura e un fine vita della discarica prorogato al 2029, con conferimenti annuali stimati sull’ordine di 156 mila tonnellate all’anno e la realizzazione di un impianto ad osmosi inversa per il trattamento del percolato in cui vi sono tracce di Pfas.

I sette Comuni vogliono intervenire nel ricorso al Presidente della Repubblica presentato da Vighizzolo, che sottolinea in otto punti alcuni vizi di legittimità nella procedura autorizzativa ed una serie di violazioni. Il sindaco di Sant’Urbano, Dioniso Fiocco, contesta la presa di posizione dei Comuni limitrofi alla discarica.

STUDIO

«Cosa ne sanno questi Comuni dei potenziali effetti che la discarica può dare all’ambiente?», si chiede Fiocco. «Prima di dare l’assenso all’ampliamento ci siamo affidati agli studi dell’istituto Mario Negri di Milano che, attraverso la disamina precisa della discarica e degli impatti ambientali conseguenti all’ampliamento, hanno concluso che sono irrilevanti. Tutte le matrici ambientali, attraverso le simulazioni, hanno dato un esito positivo e anche l’incidenza del traffico non ha mostrato problematiche. Mi chiedo se hanno letto e analizzato questo studio, o se hanno altro in mente per far polemica e opporsi in questo modo» conclude il primo cittadino che sottolinea che il suo sì all’ampliamento è arrivato solo dopo indagini approfondite.

«Questo protocollo d’intesa tra le sette amministrazioni municipali rappresenta un fatto importante che salutiamo con grande piacere», spiegano i comitati “Lasciateci respirare” di Lendinara e Monselice e “L’altra Este”. «Auspichiamo che questo elenco possa allungarsi con l’adesione di altri Comuni della Bassa padovana, a sostegno dell’azione intrapresa dal Comune di Vighizzolo».

I Comitati e le associazione ambientaliste non lasceranno nulla d’intentato. «Questa è una scelta sciagurata della Regione Veneto, che è stata poi avallata dal sindaco di Sant’Urbano, Dionisio Fiocco. Continueremo a chiedere con forza che la Regione imbocchi il percorso “rifiuti zero” evitando così inceneritori e discariche, che per gli affari di pochi, devastano l’ambiente e minano la salute di migliaia di persone».  

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