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Lutto nel mondo delle costruzioni padovane, è morto l’imprenditore Umberto Parpajola

Umberto Parpajola

Con il fratello Luigi fu a capo dell’impresa che ha firmato edificazioni e restauri conservativi di palazzi storici

PADOVA. È morto il costruttore Umberto Parpajola. Per decenni, in società con il fratello Luigi, è stato alla guida di una delle più grandi imprese padovane nel settore delle costruzioni, impresa che ha firmato importanti edificazioni e recuperi di rilievo in città e nel territorio del Padovano.

La notizia della morte di Parpajola ha suscitato profondo cordoglio a Padova e nel mondo delle costruzioni.

Spiega il direttore provinciale dell’Ance-Collegio dei Costruttori, Leonardo Pesadori: «L’impresa Parpajola Costruzioni è stata una delle aziende più importanti della città e di tutto il Veneto ed era uno dei fiori all’occhiello in tutto il comparto».

La società era nata negli anni Cinquanta ed oggi è intestata a Vittoria Parpajola, con sede a Pontevigodarzere.

Una società che, sin dai tempi dell’impresa Grassetto, spesso in tandem con la Svec del mai dimenticato Pier Domenico Favaro, deceduto alcuni anni fa, ha costruito un grandissimo numero di palazzi e di condomini in centro storico e nei quartieri periferici, specialmente in Prima Arcella e nella zona compresa tra Pontevigodarzere e Cadoneghe.

Tra i tanti interventi immobiliari effettuati anche quello della rivisitazione totale del palazzo ex Tessil Carraro, che si trova sulla riva sinistra del Piovego tra Corso Garibaldi e Corso Del Popolo, quasi di fronte all’ex cinema Corso e dova ha gli uffici anche il notaio Cassano.

Ai tempi d’oro la Parpajola Costruzioni era conosciuta anche come impresa specializzata in restauri conservativi di alcuni palazzi storici. Tra l’altro l’azienda di Luigi ed Umberto Parpajola, sino a poco tempo fa, ha fatto parte del consorzio che si è aggiudicato l’appalto per la realizzazione del Centro Congressi, dietro la fiera, assieme alla Vittadello di Limena ed alla Guerrato di Rovigo.

Conosce bene la storia dell’impresa l’attuale assessore alla cultura: «L’azienda è stata per decenni una delle più importanti nel settore dei restauri conservativi», ricorda Andrea Colasio, « Era una società con tanti tecnici preparati a livello professionale e con una robusta cultura di base. Sono aziende, che in genere poggiano sulla famiglia».

I funerali si terranno venerdì prossimo, alle ore 10.30, nella chiesa parrocchiale di San Benedetto, Umberto lascia la moglie Elisa ed i figli Vittoria, Anna e Gaetano, le nipoti Amelia e Bianca, il genero Bruno e la nuora Cristina. 

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