Via Anelli, la firma dal notaio avvia la permuta con la Prandina

L’atto certifica l’inesistenza di iscrizioni ipotecarie e pesi sull’area comunale Il vicesindaco Micalizzi: «Siamo pronti a ragionare sul futuro dell’ex caserma»

PADOVA. Entro un mese la permuta tra via Anelli e Prandina sarà conclusa. Si potrà quindi iniziare a definire il futuro dell’ex caserma di via Orsini, sempre con un occhio al futuro, che da quelle parti prevede il passaggio del tram. Questa settimana sarà decisiva per firmare l’atto dal notaio Mario Caracciolo, che certificherà l’inesistenza di iscrizioni ipotecarie, pesi e altre trascrizioni pregiudizievoli sull’area di via Anelli che l’amministrazione cederà allo Stato in cambio dell’ex caserma.

CONTO ALLA ROVESCIA

Dalla firma della dichiarazione dovranno poi passare almeno 15 giorni per arrivare alla permuta. Dovrebbe quindi volerci circa un mese – al massimo si finirà il 30 giugno – per il sigillo sullo scambio. «È stata un’impresa lunga, faticosa, ma assolutamente appagante – evidenzia il vicesindaco Andrea Micalizzi, che si è occupato fin dall’inizio dell’intera operazione – E quando ripenso al periodo dell’acquisizione di tutti gli appartamenti, le difficoltà incontrate nel corso del mandato, non posso che provare un certo orgoglio. Ora manca solamente un passaggio che ritengo formale, e poi saremo pronti a regalare l’area della Prandina ai padovani». Però, se da una parte si conosce già il futuro, dall’altra è tutto ancora molto incerto.

NUOVA QUESTURA

Sulle ceneri del muro di via Anelli sorgerà infatti la nuova Questura, che ha già un’ipotetica data di conclusione lavori prevista nel 2025. Quello che si aspetta da Roma è un timbro che scotta, vale 50 milioni di euro e simbolicamente riguarda la riqualificazione di tutto il quadrante Est della città. Dopo l’accordo chiuso con il Demanio, che ha deciso di affidare agli uffici di Palazzo Moroni la gestione di tutto l’iter per la progettazione, utilizzando la cifra già stanziata dal governo per realizzarla, ora si attende solamente l’ultimo step dell’avvocatura capitolina. Nel progetto “Smart”, fresco di inserimenti nel Recovery Plan, che prevede 8 linee di mezzi pubblici collegate tra loro entro il 2026, tra i percorsi ipotizzati è stato inserito anche un baffo che porterebbe proprio in via Anelli.

LA PRANDINA

Del futuro della ex caserma invece si sa molto meno. Falliti i tentativi di Agenda 21 di arrivare ad una decisione comune, rimane in piedi la frattura tra chi vuole un grande parcheggio a servizio del centro e chi invece ne vuole fare un’area verde con servizi dedicati al sociale e allo sport. Dentro il dibattito c’è fino al collo anche la maggioranza di Palazzo Moroni. Da una parte Partito democratico e centristi pronti a mediare, cercando di accontentare tutti, realizzando un park da 500 posti auto e prevedendo nel resto dell’area i progetti cari agli ambientalisti. Dall’altra c’è Coalizione Civica, che da sempre porta avanti politiche anti-automobili.

«Dobbiamo tener conto dei cambiamenti a cui l’area va incontro, e quindi immagino un grande investimento per uno sviluppo progressivo e reversibile», risponde il vicesindaco Micalizzi, considerando il prossimo passaggio della terza linea di tram. Intanto, una volta chiusa la permuta, l’attuale parcheggio provvisorio allestito alla Prandina potrebbe da subito essere trasformato con gli stalli a pagamento.

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