Contenuto riservato agli abbonati

Sexy ricatto al prete di Rustega: patteggia due anni e 4 mesi

Don Marco Scattolon

Il sacerdote si è costituito parte civile ma ha rinunciato al risarcimento per sé. Il giovane imputato ha pagato 600 euro alla comunità per accedere al rito

CAMPOSAMPIERO. Patteggia due anni e quattro mesi il giovane marocchino che nel settembre scorso aveva tentato di estorcere denaro al parroco di Rustega, don Marco Scattolon, mediante un ricatto a sfondo sessuale.

L’inchiesta

La vicenda processuale che ha coinvolto il sacerdote piombinese ha visto «il patteggiamento da parte dell’imputato per il reato di estorsione pluriaggravata» spiega l’avvocato di don Marco, Barbara De Biasi, del foro di Venezia.

«Don Marco si è costituito parte civile ma ha rinunciato al risarcimento per sé, del danno subito, ed anche al rimborso delle spese legali che ha sostenuto, pertanto, lui personalmente» aggiunge il legale.

Il giovane estorsore, per accedere al patteggiamento, ha dovuto pagare 600 euro che saranno destinati alla parrocchia. Lo scorso 12 settembre, il vescovo di Treviso monsignor Michele Tomasi arrivò a Rustega e durante la messa prefestiva annunciò il trasferimento di don Marco in una comunità lontana dal Camposampierese accogliendo in parrocchia il parroco di San Pietro, don Claudio Bosa, come sostituto.

La decisione della guida della diocesi trevigiana fu presa per concedere a don Marco, ormai esasperato dalle richieste di denaro, un periodo di riflessione e tranquillità. Il tutto dopo che il parroco aveva presentato denuncia ai carabinieri per il tentativo di estorsione dai presunti risvolti sessuali, subito dal giovane marocchino (con la complicità del fratello) che gravitava in parrocchia e che il sacerdote piombinese aiutava da tempo. L’arresto del giovane fu organizzato ed eseguito dai carabinieri con un blitz nella campagna che si estende dietro il cimitero di Rustega. Sulle condizioni attuali e sullo stato d’animo di don Marco, l’avvocato De Biasi non si sbilancia: «Non posso dire nulla su come sta ma solo che don Marco, in questi mesi, ha sempre dichiarato di aver tentato di aiutare in tutti i modi questo ragazzo e di non voler neanche un euro da lui, alla fine di questa storia». La difesa dell’imputato ha comunque presentato ricorso contro l’aggravante del reato pluriaggravato per cui il giudizio non è ancora definitivo.

Il nuovo parroco

Da oggi inoltre, don Claudio Bosa è ufficialmente il nuovo parroco della frazione. L’ufficialità è arrivata nei giorni scorsi quando il vescovo monsignor Michele Tomasi, ha incontrato i consigli pastorali ed economici delle due parrocchie: «Oggi si completa ciò che era già previsto nell’ambito del progetto di collaborazione pastorale, ossia l’affidamento delle due parrocchie ad un unico parroco, causa carenza di sacerdoti. Nelle prossime settimane, ci sarà l’occasione per il mio ingresso ufficiale a Rustega e per un saluto a don Marco» spiega don Claudio.

In attesa del ritorno di don Marco per i saluti, il cammino di collaborazione tra le due parrocchie va avanti: «Le due comunità ora condividono un unico pastore in un modo nuovo di essere Chiesa, più aperti alla missione, più corresponsabili tra laici e consacrati, in una terra di antica fede bisognosa di nuova linfa» spiega il “nuovo” parroco don Claudio.

Video del giorno

Appartamento a fuoco all'Arcella, ecco l'intervento dei vigili del fuoco

Gelato vegan al latte di cocco e ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi