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Macina chilometri a piedi e diventa un star sui social

Camillo Gasparini, 54 anni, è il nuovo Forrest Gump di Tremignon. Già raggiunte Sottomarina e Asiago. Ora? «Rubbio, andata e ritorno»

L’impresa

Macina chilometri sotto ai piedi come se niente fosse, dal mare ai monti, in continue sfide personali che aumentano di intensità ogni volta. È il Forrest Gump di Tremignon, che parte in solitaria e cammina.

Senza un motivo particolare, solo per la voglia di farlo e sfidare se stesso. Dietro di lui non ci sono i seguaci di Forrest che indossano le scarpe e lo imitano, ma i follower di Facebook che lo seguono, lo incitano e lo applaudono facendolo diventare un mito.

Si tratta di Camillo Gasparini, 54 anni, operaio in un calzaturificio, sportivo ed istruttore di spinning in varie palestre. Da un anno si è trovato con le palestre chiuse, reddito ridotto ed un periodo difficile, così gli è venuta l’idea di mettersi in gioco in modo diverso.

La fantasia e l’estrosità non gli mancano, e lo spirito avventuriero nemmeno, come pure l’entusiasmo e la carica vitale che riesce a rendere contagiosa in chi gli sta vicino. È partito un giorno facendo tre chilometri vicino a casa, quasi per gioco, poi sempre di più, aggiungendo alle gambe una zavorra di 14 chilogrammi trascinata per sei ore. E da lì le sfide. Dopo un’anteprima a Monte Berico di 56 km, arriva la prima tappa il 18 aprile: Tremignon-Sottomarina 61,5 km in neanche 10 ore. Soddisfazione alle stelle, ma non basta. Via la seconda tappa. Stavolta si sale in montagna ed il gioco si fa più duro. L’impresa è stata compiuta domenica scorsa: Tremignon-Asiago, 66.10 km in 10 ore e 17 minuti.

Stanchezza? «Più che altro sonno per essermi alzato molto presto», confessa Gasparini con in mente già la terza grande sfida. «Camminare per 10 ore si ha una percezione diversa: un km percorso in bici o in macchina rimane un km, camminando invece è tutto più dilatato. In quel chilometro hai tutto il tempo di elaborare pensieri, quei pensieri a cui televisione, computer e telefoni non danno spazio”.

“Raggiungere la meta è una soddisfazione grande che ripaga gli sforzi del percorso. Ci sono momenti duri, pezzi di strada interminabili che devi affrontare come se fosse l’ultima volta, come se non ci fosse un domani. Camminare così a lungo ti consente di buttar fuori quello che hai dentro e caricarti di ossigeno ed energia».

Prossima sfida Tremignon-Rubbio andata e ritorno a piedi: 108 km nel nome del padre. «È il luogo in cui ho fatto l’unica vacanza con mio papà. Oggi lui non c’è più: sono pronto a tornarci a piedi». 

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