Nuove costruzioni a Padova, arriva la stretta del Comune

Con il Piano degli Interventi 700 mila metri cubi non avranno più l’edificabilità. Il via libera arriverà dal Consiglio comunale

PADOVA. Dal prossimo 30 maggio tutte le zone di espansione di Padova non avranno più l’edificabilità. Si tratta di circa 3 milioni e mezzo di metri quadrati ovvero circa 700.000 metri cubi. L’amministrazione ha infatti dato il via alle procedure per la redazione del nuovo Piano degli Interventi dato che il 29 maggio decadranno tutte le previsioni di quello vecchio. Questo permetterà di ripartire sostanzialmente da zero e per questo la giunta ha approvato l’avviso pubblico e le linee guida per la perequazione urbanistica: da lunedì su Padova.net si troverà una procedura di evidenza pubblica utile a poter selezionare interventi di nuova urbanizzazione da inserire nel Piano degli Interventi.

I bandi

Per attuare le procedure di evidenza pubblica sono state predisposte tre tipologie di avvisi cui potranno partecipare i cittadini proprietari di terreni o immobili. Si tratta di proposte per interventi di nuova urbanizzazione di rilevante interesse pubblico, proposte di riqualificazione e rigenerazione e proposte per interventi puntuali di nuova edificazione su lotto libero.

«Parliamo della più grande potenziale riduzione di cubatura mai avvenuta a Padova», spiega l’assessore all’Urbanistica Andrea Ragona. Ogni cittadino potrà partecipare a questi avvisi con dei progetti chiedendo di poter costruire o di poter rigenerare edifici che oggi hanno altre destinazioni d’uso (ad esempio una ex fabbrica con destinazione produttiva potrebbe diventare un’area con destinazione residenziale). Le richieste non vincoleranno l’amministrazione ma verranno valutate esclusivamente alla luce dell’interesse pubblico. Sarà poi il Consiglio comunale ad approvare ogni progetto.

«Significa che potrà costruire solo chi garantirà un reale beneficio pubblico alla città», afferma Ragona, «abbiamo sempre detto, e ribadiamo, che la nostra intenzione è quella di un Piano degli interventi con consumo di suolo zero o tendente allo zero, e selezionare gli interventi sulla base della loro convenienza pubblica significa portare beneficio alla città. Parliamo di esempi pratici. Ipotizziamo si voglia costruire una linea di Bicipolitana ma il Comune non ha la disponibilità economica per farlo: ad un privato che presenta un progetto e come compensazione inserisce la realizzazione della Bicipolitana, potrà essere dato il permesso di costruire. E’ una cosa di fondamentale importanza che ribalta le cose completamente rispetto al passato». 

I progetti

Infatti se prima si partiva dal privato che manifestava l’interesse a costruire e per poterlo fare dava in cambio delle aree di perequazione, da giugno nessuno ha più diritto di costruire e il diritto verrà concesso solo qualora esista una necessità pubblica in un determinato luogo della città che può essere soddisfatta: scuole, campi da calcio o strutture sportive, ciclabili, corridoi verdi, parchi.

«Attenzione», conclude Ragona, «non esiste alcun obbligo da parte nostra di accettare i progetti. Il Consiglio comunale valuterà, di volta in volta, il beneficio pubblico per la città. Con questo nuovo Piano degli Interventi lavoriamo per governare i processi. Queste azioni vanno nella direzione di scardinare vecchi meccanismi e far entrare la città in un circolo virtuoso di rigenerazione».

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