Contenuto riservato agli abbonati

I danni del maltempo: Alta e Bassa padovana sferzate da grandine e pioggia

Il vento ha abbattuto alberi a Cittadella, danni alle colture agricole. Si valuta la richiesta dello stato di calamità naturale

PADOVA. Ancora grandine e pioggia, il maltempo non concede tregua a tutta la provincia di Padova. Ieri pomeriggio vento e pioggia si sono abbattuti nell’Alta: i vigili del fuoco di Cittadella sono stati impegnati in via San Daniele, a Grantorto, dove è stato necessario mettere in sicurezza le strade dopo la caduta di alcune piante.

Lavoro straordinario dei pompieri anche a Cittadella per alcuni straripamenti, mentre il forte vento ha provocato disagi a San Martino di Lupari e a Campodarsego, dove sono stati sistemati alcuni cavi dell’Enel.

Grandine a San Martino di Lupari e Vigodarzere, dove non sono esclusi danni all’agricoltura, così come è successo nel Conselvano sferzato da grandine e pioggia battente giovedì sera.

Ad Anguillara la grandine ha colpito diverse aziende agricole, alcune delle quali hanno perso oltre i due terzi del raccolto.

«Purtroppo quasi tutti gli ortaggi sono andati persi» raccolta Silvia Laura Girotto, giovane imprenditrice insieme ai fratelli «piselli, insalata, cavoli cappucci, cime di rapa, spinaci, rucola, valeriana, bieta e catalogna. Difficilmente riusciremo a recuperare quel che c’è in campo, forse un po’ di piselli, ma l’umidità e il sole faranno partire muffe e malattie nelle piante colpite. Alcuni fiori sono ammaccati, ma nel complesso hanno tenuto».

Coldiretti Padova stima che nei punti più colpiti dal nubifragio siano caduti anche 80 millimetri d’acqua. Le segnalazioni riguardano anche Conselve, Bagnoli, Tribano, Arre e Candiana. «Stiamo valutando se ci sono gli estremi per chiedere lo stato di calamità alla Regione» precisa il direttore Cia Padova, Maurizio Antonini, «non abbiamo ancora numeri precisi: da protocollo la conta va eseguita qualche giorno dopo il fenomeno, direttamente negli appezzamenti agricoli. Certo è che fra il Covid, le gelate tardive registrate quaranta giorni fa nel Montagnanese e nei Colli e ora il maltempo, nel 2021 il comparto agroalimentare rischia di registrare danni fino a 50 milioni».

Fra gli interventi necessari per far fronte ai fenomeni atmosferici avversi – aggiunge Cia – va incrementato il contributo a favore dell’assicurazione del raccolto, degli animali e delle piante, già presente nel Programma di sviluppo rurale, utilizzando i fondi della nuova politica agricola comunitaria. E proprio Condifesa Padova, il consorzio che si occupa delle assicurazioni in agricoltura, sta raccogliendo numerose segnalazioni da parte degli agricoltori. «Registriamo danni per i seminativi, i vigneti già colpiti dalle gelate» spiega il direttore Tiziano Girotto «e le orticole appena trapiantate. Gli agricoltori hanno ancora pochi giorni a disposizione, entro il mese di maggio, per assicurare le colture arboree, come i frutteti ad esempio, mentre entro giugno le colture orticole e i seminativi».

Intanto il sindaco di Bagnoli Roberto Milan è intenzionato a chiedere lo stato di calamità naturale: «Faremo il possibile perché l’Avepa avvii le procedure specifiche di sostegno per il territorio». A Tribano disagi anche per la scuola elementare e la palestra, a causa delle infiltrazioni d’acqua. «Siamo intervenuti ieri con le riparazioni per rendere agibili i locali» afferma il sindaco Massimo Cavazzana. –

Video del giorno

Femminicidio sul Piave, i carabinieri all'Isola dei Morti

Estratto di mela, sedano, cetriolo e lime

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi