Padova, la mascherina è diventata optional: 170 multe dal ritorno in zona gialla

Sanzioni per assembramenti e no-mask. Oltre 12 mila i controlli effettuati, sette i gestori dei locali fuori norma e tre chiusi

PADOVA. Sono 170 le multe fatte a Padova da quando il Veneto è in zona gialla. Dal 26 aprile le forze dell’ordine hanno effettuato oltre 12 mila controlli individuali e nei locali, multando 163 persone sorprese senza mascherine, assembrate o trovate a fumare a meno di 3 metri di distanza dagli altri. Sanzionati anche 7 gestori di locali, di cui 3 poi chiusi per cinque giorni, perché non rispettavano le norme anti Covid.

In appena due settimane sono stati 12.583 i controlli in totale per cercare di sorvegliare soprattutto la zona del centro presa sempre più d’assalto soprattutto nel weekend. Delle 163 multe, infatti, ben 36 sono state emesse domenica scorsa.

La zona gialla prevede la possibilità per baristi e ristoratori di servire fuori dai propri locali ai tavolini, e questo insieme alla riapertura serale ha sicuramente favorito una maggior presenza di persone in strada.

Tutti provvedimenti che rendono difficile il rispetto delle norme, soprattutto per ciò che riguarda gli assembramenti, ormai quasi impossibili da evitare da quando c’è stata una riapertura generalizzata. Non si vedono più file distanziate ai banconi del mercato o fuori dai negozi, mentre è molto più facile trovare gente ammassata in attesa di un gelato. L’attuale calo dei contagi ha poi spinto qualcuno ad alleggerire anche le precauzioni individuali, tant’è che si inizia a vedere in giro più di qualcuno che passeggia senza mascherina tra le vie del centro, pur continuando ad essere assolutamente obbligatorio indossarla.

In vista del prossimo weekeend comunque non dovrebbero essere presi particolari provvedimenti rispetto a quelli già in corso. Le piazze e Prato della Valle continueranno a essere presidiate sia sabato che domenica, mentre un occhio di riguardo in più stavolta sarà dedicato a piazza Duomo.

Dopo gli episodi dello scorso fine settimana, con ben due risse e alcuni fermi operati dai carabinieri, la Prefettura ha deciso di accendere i riflettori su un’area da sempre molto frequentata e diventata più calda dopo la chiusura anti Covid di Prato della Valle.

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