La protesta dei negozi nei centri commerciali «Riaperti nel weekend»

Non ne possono più. Si sentono discriminati e penalizzati perché ogni fine settimana saltato sono milioni di euro persi. Stamattina alle 11 i negozi che operano dentro i centri commerciali manifesteranno la loro indignazione. Con loro Riccardo Capitanio, presidente Federmoda Ascom Confcommercio: «Dall’inizio della pandemia non c’è stato nessun focolaio nei centri commerciali – sottolinea – E questo mi sembra il miglior argomento per richiamare l’attenzione su una vera e propria discriminazione che si è abbattuta sui negozi che operano all’interno dei centri commerciali. Oggi tutte le organizzazioni del commercio hanno collaborato ad organizzare la manifestazione di protesta».

Nello specifico saranno abbassate per alcuni minuti le saracinesche dei negozi, per contestare le misure restrittive che da oltre sei mesi impongono la chiusura dei punti vendita nei giorni festivi e pre-festivi. «Da oltre un anno – prosegue Capitanio – questi esercizi sono costretti a vivere in un clima di forte incertezza, aggravato da misure che impediscono una normale attività commerciale nei giorni più importanti della settimana in termini di ricavi e fatturato. L’obiettivo della protesta è quello di poter avere risposte certe e tempestive da parte delle istituzioni per rimettere in moto un comparto tra i più danneggiati dalla crisi, che continua ad operare solo parzialmente e senza una chiara prospettiva di ripresa. Tanto più di fronte ad una ripresa che abbiamo già cominciato a riscontrare nei negozi dei centri storici, dove il weekend appena trascorso ha registrato buone performance in termini di vendite». —


e. sci.

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