L’asta del Commodore va nuovamente deserta, altri tre hotel in saldo ad Abano

L’Hotel Commodore di via Pio X a Montegrotto Terme in attività nonostante la vendita giudiziaria

Il quattro stelle in attività sarà battuto all’asta a poco più di un milione di euro.  Martedì18 maggio tocca al Villa Piave, poi il Firenze e il Grand Torino

ABANO TERME. Ancora deserta l’asta giudiziaria per la vendita dell’Hotel Commodore di via Pio X, a Montegrotto. E il valore dell’immobile è destinato a scendere ulteriormente. Segno che sempre più gli hotel termali falliti vanno alle aste giudiziarie a prezzi stracciati, ben al di sotto il reale valore.

Il caso dell’Hotel Commodore è emblematico. L’albergo, ancora funzionante e ben tenuto, un 4 stelle con ampi spazi verdi, era stato messo in vendita con una stima di 2.250.000 euro e un’offerta minima di 1.687.500 euro. Tutto inutile, perché il curatore fallimentare, Gabriele Bordin, non ha potuto fare altro che registrare l’ennesimo tentativo di vendita andato deserto. Necessaria un’altra asta con il valore ulteriormente ribassato e che sarà fissato appena sopra il milione di euro. Appuntamento in agosto.

E intanto martedì 18 secondo esperimento di gara per l’asta dell’Hotel Villa Piave di viale delle Terme, ad Abano. Per l’albergo a 3 stelle in vendita a 1.5 milioni di euro (offerta minima 1.125.000 euro), c’è già un’offerta cauzionata: ovvero se va deserta viene aggiudicata con sconto del 25%, 375mila nel caso. Si attende invece la pubblicazione della nuova asta per l’Hotel Firenze di via Flacco e la prima per il Grand Torino, sempre di via Flacco. Immobili messi vendita con ogni probabilità ad una cifra di poco superiore al milione di euro per quanto riguarda il primo e poco più di 2 milioni per il secondo.

«Vedere le aste degli hotel termali deserte o leggere cifre irrisorie rispetto al patrimonio in vendita è sintomatico del fatto che il nostro territorio, pur dalle enormi potenzialità, stia dimostrando il fallimento per tanti anni delle politiche turistiche» osserva il presidente di Federalberghi Terme, Emanuele Boaretto.

«Abbiamo trasformato le due città turistiche di eccellenza e riferimento per le cure termali, in luoghi di residenza. Ci si è dimenticati del fatto che palazzoni e zone residenziali più o meno dense potevano costruirsi in qualunque altra città, mentre le terme sono solo qui. Le amministrazioni dovrebbero investire le risorse incassate dai privati, con imposta di soggiorno e altre tasse, per lo sviluppo urbano del territorio con progetti pubblico-privato. Abbiamo poco tempo per invertire la rotta altrimenti, da economia principale, il termalismo rischia di diventare un corollario». ––

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