L’area della Rocca di Monselice sarà riaperta, ma solo a gruppi di 15 persone

Ancora vietato l’accesso al Mastio. Manca la scala d’accesso che da tre anni attende di essere sostituita. Serve un sistema di prenotazione digitale integrato

MONSELICE. I componenti del Tavolo partecipato per la valorizzazione dei beni della Rocca sabato scorso hanno svolto il primo sopralluogo al complesso monumentale alla presenza dell’assessore regionale Francesco Calzavara e dell’amministratore dell'Immobiliare Marco Polo, Aldo Rozzi Marin.

Il risultato dall’incontro è un “cassetto dei desideri pieno” a cui però mancano una programmazione, i fondi e lo scadenzario. Qualche mese fa è stato istituito il tavolo di lavoro per la gestione dei monumenti del Colle, a cui partecipano i soggetti portatori di interessi e 5 consiglieri comunali, con lo scopo di creare una sinergia di partecipazione e confronto con la Regione proprietaria dei beni.

La visita di sabato ha portato alla luce alcune novità, ma ha svelato che il percorso è ancora lungo ed accidentato.

L’apertura della salita al Mastio Federiciano, chiuso dal 2017, è prevista tra circa 10 giorni, ma sarà consentita solo a gruppi di 15 persone e non più a singoli visitatori, come avveniva prima della chiusura imposta dalla Regione, con la vigilanza lungo il sentiero da parte di volontari che però non sono ancora stati reperiti.

L’apertura non comprende la visita alla costruzione federiciana per la mancanza della scala di accesso, che attende da oltre 3 anni di essere sostituita. La Regione ha prorogato sino a fine giugno il noleggio della scala di cantiere provvisoria e forse solo ad ottobre sarà installata la nuova scala.

Nuovi rinvii per l’apertura del Mastio che si sommano ad altre problematiche sollevate durante l’incontro, tra cui la mancanza di servizi igienici su tutto i Colle «oltre a questo ci sono altre criticità» commenta il consigliere Silvia Muttoni «manca un metodo di prenotazione dei biglietti digitale ed un sistema di promozione integrato con l’intera città come gli interventi di manutenzione che devono essere inseriti in una visione complessiva del compendio che al momento manca del tutto».

Tra le iniziative previste dalla Regione c’è quella di dare in gestione Casa Bernardini a privati per attività didattiche con spazio ristorno, ma al momento non è stato previsto alcun bando. Lo stesso vale per Casa Salotto che necessita di una corposa ristrutturazione che ad oggi non ha alcuna copertura economica. «Siamo ancora al punto zero» conclude Muttoni «servono meno chiacchiere e molto più lavoro di squadra».––

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