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Veterinario morto in pista: è stato un incidente di gara, nessuna inchiesta

Il corpo di Boaretto fino a domani resta nell’ospedale fiorentino. Il manager del suo Motoclub: «Al paddock tutti volevano bene a Stelvio» 

ALBIGNASEGO. La salma di Stelvio Boaretto, il 59enne veterinario padovano morto domenica 9 maggio in un tragico incidente durante una prova della Coppa Italia Amatori di motociclismo sul circuito toscano del Mugello, resta a disposizione delle autorità fino a domani nell’ospedale Borgo San Lorenzo di Firenze anche se viene esclusa l’autopsia. Non è stata infatti aperta un’inchiesta perché la tragica carambola che ha coinvolto Boaretto è stata catalogata come incidente di gara, di quelli che accadono lungo le piste e che quasi sempre si risolvono senza gravi conseguenze.

Dinamica chiara


«La dinamica è chiara, abbiamo visto il filmato, non esistono responsabilità di qualche pilota: poteva essere un incidente come gli altri, invece si sono incastrati alcuni particolari e Stelvio ha picchiato in un punto sbagliato», spiega rassegnato Omar Scalambra, manager del Motoclub ferrarese Arsenico per il quale Boaretto era tesserato da tre anni.

«Anche Michela, la moglie, ha visto le immagini. Come sempre aveva seguito Stelvio e si dava da fare ai box. È una donna straordinaria, ha retto lo strazio ma ha chiesto discrezione. Domenica sera l’ho accompagnata a casa, a Pontelongo. Stelvio? Era nel paddock da vent’anni e conosceva tutti perché tutti scambiavano volentieri due parole con lui, tutti gli volevano bene. Io sono onorato di essere stato un suo amico. Non ho mai visto una coppia più affiatata di Stelvio e Michela, sposati da vent’anni, ognuno seguiva le passioni dell’altro».

Ambulatorio aperto

Una dichiarazione di stima e affetto che fa il paio con mille altre, a cominciare dai colleghi dell’ambulatorio veterinario di via Galilei, ad Albignasego. Da quasi trent’anni esercitava la sua professione in paese, prima nello studio di via Monfalcone, poi nella nuova sede. Gli veniva riconosciuta bravura ed empatia con gli animali. Nonostante la tragedia, l’ambulatorio ieri ha aperto ugualmente, accogliendo come sempre una moltitudine di padroni e pazienti a quattro zampe, seppure in un rispettoso silenzio. «Ci sentiamo completamente disorientati», spiega la dottoressa Dania Gaglio, «una tragedia simile è persino difficile da elaborare, non abbiamo ancora avuto la forza di contattare la moglie».

Rangers

Sulla sua pagina facebook si sommano in un elenco interminabile i commenti di cordoglio di amici e conoscenti, accoppiati ad attestati di gratitudine per il suo operato. A riprova della dedizione e dell’amore che Stelvio Boaretto nutriva per il proprio lavoro c’è il ricordo delle guardie zoofile dei Rangers di Albignasego, con le quali collaborava da anni: «Era una persona semplicemente straordinaria», ricorda Caterina Acciarito, amica di lunga data. «A tutti offriva il suo sorriso e la più completa disponibilità, amava gli animali e il suo lavoro, tant’è che al bisogno interveniva anche oltre l’orario d’ambulatorio, prestando soccorso anche in quei casi che chiunque altro avrebbe considerato disperati. Salvare gli animali era una missione e l’eventualità di sopprimerli era l’ultima spiaggia per lui. Era il Veterinario, con la ‘V’ maiuscola. Esprimo il dolore e il cordoglio per la sua scomparsa a nome del corpo dei Rangers». Stelvio poco più di un mese fa era stato colpito dal lutto della madre. Sabato potrebbe essere la data del funerale. —


 

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