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Lui e lei insieme in ospedale a lottare contro il Covid: «Abbiamo tanta paura, ma il personale è straordinario»

Fiorella Meneghin e il marito Angelo Zorzi, di Agna, ricoverati da più di un mese, testimoni dell’umanità e della dedizione di medici e infermieri di Schiavonia

AGNA. Una commovente testimonianza dal reparto Covid 6 di Schiavonia: «Qui sto toccando con mano l’umanità e la dedizione di chi si prende cura di noi, attraverso tanti piccoli gesti che ci aiutano a lottare e ad affrontare la paura, che è tanta».

A dirlo è Fiorella Meneghin, ricoverata da più di un mese insieme al marito Angelo Zorzi. Lui, 66 anni, dopo pochi giorni si è aggravato ed è stato trasferito in terapia intensiva, sedato e intubato. Lei, un anno di meno, nonostante le fatiche quotidiane della cura, sotto il casco dell’ossigeno, e la costante preoccupazione per il marito che non può vedere, dedica parole di gratitudine per medici, infermieri e tutto il personale del reparto.

«Sappiamo che queste persone sono qui per noi», racconta Fiorella, «ma avevo sempre pensato che in fondo è il loro lavoro e che si tratta pur sempre di estranei per i nostri cari. Invece ho dovuto ricredermi: quando mio marito è stato sedato e intubato la cosa che più mi ha fatto soffrire è stata non poterlo stringere in quel momento".

"Avrei voluto dirgli di non avere paura, perché ero qui con lui, ma, inaspettatamente, il medico mi ha poi riferito che, prima di sedarlo, non solo lo ha rasserenato, ma gli ha anche toccato e stretto la spalla, dicendogli che io lo stavo aspettando. Un gesto così piccolo, ma così umano e importante, che desidero condividere sperando che possa dare un po’ di conforto a chi si è trovato nella stessa situazione».

E il pensiero va anche ai tanti che in questo anno di pandemia hanno perso una persona cara e hanno dovuto misurarsi con il dolore del distacco, con l’impossibilità di un contatto, proprio nel momento più difficile. Fiorella racconta come l’atteggiamento di medici e infermieri le permetta di affrontare la preoccupazione per le condizioni del marito, trasferito a Padova per la riabilitazione anche se non riesce ancora a respirare in autonomia: «Questi professionisti sanno essere vicini alle persone che amiamo quando non possiamo farlo noi. Anche le istituzioni dovrebbero dimostrare con i fatti gratitudine nei confronti di questi angeli e premiarli». —

 

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