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Covid, in provincia di Padova 6 Comuni da zona rossa e 11 senza contagi: ecco tutti i dati

Centro tamponi a Padova

Maglia nera a Massanzago con un’incidenza di 608 casi ogni 100 mila abitanti. Male anche Bovolenta e Anguillara. Tutti i dati dei positivi al Covid Comune per Comune aggiornati al 2 maggio

PADOVA. Il Covid rialza la testa nell’Alta padovana dove nella settimana tra il 26 aprile e il 2 maggio il comune di Massanzago ha registrato 37 nuovi contagi raggiungendo l’incidenza di 608 casi ogni 100 mila abitanti: un dato che lo classificherebbe come zona rossa.

Rispetto a qualche settimana fa quando l’incidenza di 250 casi veniva superata solo nella Bassa padovana, nella settimana a cavallo tra aprile e maggio, la geografia dei contagi sembra più diffusa. Oltre a Massanzago, infatti, anche Santa Giustina in Colle ha superato la fatidica soglia di 250. Ma non ci sono solo cattive notizie: il report sulla sorveglianza nei Comuni della nostra Provincia, infatti, ne rileva ben 11 senza nuovi contagi.

Ecco tutti i dati dei nuovi contagi in provincia di Padova

L’asticella dei nuovi positivi ha superato il limite che fa scivolare in area rossa in sei Comuni: l’incidenza è andata oltre i 250 casi ogni 100 mila abitanti a Massanzago con 37 nuovi contagi, Bovolenta con 15, San Pietro Viminario con 10, Santa Giustina in Colle con 21, Anguillara Veneta con 15 e Bagnoli di Sopra con 9. Ovviamente il parametro dell’incidenza tiene conto del totale dei residenti, motivo per cui paesi con lo stesso numero di contagi come Anguillara e Bovolenta, hanno incidenze diverse. Sotto soglia di allarme, ma di poco, il comune di Codevigo che con 15 nuovi contagi nella settimana ha raggiunto un’incidenza di 234, e Legnaro che con 20 nuovi positivi al Covid è a 218.

Non risulta che ci sia alcun Comune padovano libero dal Covid ad oggi. Ma sono undici quelli in cui non si sono verificati nuovi contagi tra il 26 aprile e il 2 maggio: Barbona, Battaglia Terme, Castelbaldo, Gazzo Padovano, Grantorto, Masi, Urbana, Vescovana, Vighizzolo, Villa Estense e Vo. A parte Gazzo e Grantorto che si trovano nell’Alta padovana, tutti gli altri paesi “bianchi” sono nella Bassa padovana.

Si confermano virtuosi i comuni più grandi, tutti sotto la soglia critica dei 250 casi ogni 100 mila abitanti: Padova è a 106 con 223 nuovi positivi, Piove di Sacco a 115 (23), Albignasego a 158 (41), particolarmente bassi Este a 24 (4), Monselice a 86 (15), Abano a 80 (16) e Cittadella a 59 (12). A livello di Distretti l’incidenza più alta è del Padova Bacchiglione-Piovese, a 116. Segue l’Alta padovana a 111, poi Padova Sud a 94 e infine il Terme-Colli a 84. La media provinciale è di 107 (997 nuovi positivi complessivi).



Stefano Scattolin, sindaco di Massanzago, non è sorpreso dal dato del suo comune: «Abbiamo avuto un focolaio alla scuola materna, con una intera classe colpita» conferma, «non possiamo che continuare a monitorare quotidianamente la situazione cercando di garantire il massimo della sicurezza, in particolare all’asilo nido comunale e nei trasporti scolastici che gestiamo direttamente. Resta sempre fondamentale l’impegno di tutti per evitare occasioni di contagio, basta che il virus entri in una casa per contagiare intere famiglie come purtroppo abbiamo già visto». Roberto Milan, sindaco di Bagnoli di Sopra, chiama in causa le celebrazioni pasquali: «Purtroppo abbiamo registrato un aumento di casi proprio a seguito della settimana santa» conferma, «per quanta attenzione ci sia, in chiesa il ricambio d’aria è limitato e in quei giorni c’erano molti anziani presenti. Mi auguro che la situazione vada migliorando anche grazie alla bella stagione». Milan richiama l’attenzione sulla gestione complessiva della pandemia: «Credo sia giusto fare una riflessione perché se siamo di fronte a una emergenza allora come tale deve essere trattata. Purtroppo non solo ci siamo fatti trovare impreparati all’inizio, ma continuiamo a fare tanti errori. Il motivo è che manca un coordinamento unico provinciale. La gestione di un’emergenza simile deve avere una regia almeno provinciale con la Protezione civile in prima linea, non si può demandare ai singoli sindaci. È mancata in tutti questi mesi una gestione procedurale condivisa, un governo unico dell’emergenza, il rischio è di continuare a ripetere gli stessi errori». —
 

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