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Bosco di quattro ettari tra Saccolongo e Veggiano, un'oasi verde da 25 anni rischia il taglio totale

Una delle due macchine operatrici al bordo del boschetto al confine fra Saccolongo e Veggiano

Area privata dedicata a selvicoltura per biomassa e pellet. Legambiente protesta e chiede ai sindaci di intervenire

SACCOLONGO. Un boschetto di 4 ettari, nella campagna ai confini tra Saccolongo e Veggiano, diventato un polmone verde e un rifugio per diverse specie di uccelli, avrebbe i giorni contati.

Ad allarmare alcuni residenti e il circolo di Legambiente “I Ponti e la Selva” la notizia che gira, confermata dalle due gromacchine operatrici attrezzate per il taglio del legname parcheggiate da un paio di giorni ai margini del boschetto di proprietà di un privato.


«Siamo preoccupati per l’ennesimo attacco alla natura nel nostro territorio», afferma Paolo Cestaro, responsabile di Legambiente. «Il boschetto ospita una grande quantità di piante autoctone non infestanti (lecci, larici, carpini) che hanno tra i 20 e i 25 anni di vita, un habitat naturale per un gran numero di animali. Trattandosi di un’area privata, i lavori sono stati avviati senza il parere dei Comuni ». Sembra si tratti di un’area dedicata alla selvicoltura, un’attività agricola che negli ultimi anni ha preso piede perché serve alla produzione di biomassa e pellet, considerate fonti rinnovabili, per l’alimentazione delle caldaie per il riscaldamento.

«Pur consapevoli del diritto dei proprietari di eseguire gli abbattimenti, senza conoscere quale sarà il destino futuro dell’area che per ora è agricola, esprimiamo la nostra contrarietà agli interventi in corso per tutti gli aspetti legati alla qualità della vita del luogo», aggiunge Cestaro.

«Distruzione del verde con conseguente riduzione della produzione di ossigeno, eliminazione della fauna locale e del suo habitat, modificazione del paesaggio consolidato da almeno 20 anni, sono tutti elementi che ci spingono a chiedere a chi di dovere chiarimenti. In attesa di questi chiediamo una sospensione cautelativa dei lavori. Lo domandiamo alle amministrazioni di Saccolongo e Veggiano per la notevole entità degli abbattimenti».

Il sindaco di Veggiano, Simone Marzari, venerdì ha fatto un sopralluogo in via Graspara per rendersi conto del problema. «Non si tratta di un bosco storico, ma di un’attività di selvicoltura nata con questa destinazione» dice Marzari. «Se fosse un campo di granoturco farebbe un altro effetto. Dispiace perché si va a togliere un boschetto che impreziosisce quella zona di campagna di Trambacche. In Comune finora non è stata presentata alcuna richiesta da parte del privato».––

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