I quattro candidati al rettorato concordano «Avanti tutta con la nuova Pediatria»

Pur con qualche sfumatura, Dughiero, Mapelli, Marzaro e Santi convengono sulla necessità di realizzare l’opera senza tralasciare tuttavia la necessità di assicurare la giusta valorizzazione e tutela delle mura storiche  

il dibattito

Quando uno di loro quattro, il prossimo primo ottobre, prenderà posto sullo scranno più alto e nobile del Bo, i lavori per la nuova Pediatria – verosimilmente – saranno già stati banditi conducendo in porto l’iter di un progetto di cui si discute da oltre vent’anni. Tuttavia, sebbene l’opinione dei candidati sulla questione non sia tema di campagna elettorale, molto la loro opinione può dire sulla visione che, il prossimo rettore del Bo, avrà della città e delle sue sfide. E, al di là delle sfumature, sono tutti concordi: giunti a questo punto è necessario procedere velocemente sulla strada intrapresa.


«La nuova Pediatria è una struttura di cui esiste una necessità impellente e urgente per garantire l’eccellenza nell’assistenza sanitaria multispecialistica al bambino per tutto il territorio» sostiene Fabrizio Dughiero, ordinario di ingegneria industriale e prorettore al trasferimento tecnologico «l’iter, compresi complessi passaggi amministrativi e l’ok della Sovrintendenza, è già in fase avanzata: la struttura e la sua sede sono frutto di una progettazione iniziata nel 2017, bloccare e ridefinire ora il percorso significherebbe ritardare drammaticamente la costruzione di questa struttura». Secondo Dughiero, uno stop «costituirebbe un grave danno per i piccoli malati, le loro famiglie e gli operatori sanitari. Gli spazi offerti dalla nuova proposta rispondono alle esigenze della pediatria di oggi e di domani in termini assistenziali e consentono di adottare una tecnologia adeguata alle specialità e alle eccellenze che caratterizzano la nostra pediatria e che danno speranza a pazienti provenienti da tutto il mondo. Questi spazi – conclude – devono essere inseriti in un contesto cittadino che garantisca un accesso privilegiato anche nell’urgenza e la prossimità con le strutture assistenziali e universitarie di continuità che si trovano nella zona giustinianea: quello individuato è quindi lo spazio più idoneo a non soffocare un’eccellenza padovana riconosciuta nel mondo».

D’accordo sulla necessità di procedere nella direzione tracciata anche Daniela Mapelli docente di neuropsicologia e riabilitazione neuropsicologica e prorettrice alla didattica: «Millecinquecento bambini ricoverati, ogni anno, in reparti per adulti, per mancanza di spazi. E quelli esistenti datati, inadeguati. Penso quindi che il nuovo Ospedale della mamma e del bambino sia un’opera fondamentale da portare a termine. Lo dobbiamo ai bambini che là saranno curati e ai loro familiari. Padova è il luogo dove è nato il primo insegnamento pediatrico strutturato, dove Dante Cervesato fondò la prima clinica pediatrica nel 1889. La stessa Pediatria che, quasi 130 anni dopo, è la prima istituzione pediatrica italiana ed europea per reti sovranazionali delle quali è nodo essenziale per le malattie rare. Possiamo dire che il concetto di ospedale dedicato ai bambini è nato proprio da noi: non possiamo ora rischiare di rimanere indietro a livello strutturale». Non per questo, chiarisce Mapelli, vanno ignorate le posizioni diverse: «Capisco e certo non sottovaluto il dissenso urbanistico-architettonico che si è manifestato, ma abbiamo il dovere di dare alla straordinaria eccellenza delle nostre cure pediatriche una degna casa. Il progetto ha seguito il suo iter, avuto i suoi momenti di confronto e discussione, ora dobbiamo evitare il rischio “tela di Penelope” e proseguire nella realizzazione».

Sulla stessa linea Patrizia Marzaro, ex coordinatrice della consulta dei direttori di dipartimento e docente di diritto amministrativo: «La Pediatria è la più grande concentrazione di risorse assistenziali dedicata al bambino del Nordest, un vero ospedale pediatrico dentro all’ospedale generale» sostiene «punto di riferimento a livello internazionale, integra alta complessità assistenziale e forte impegno per ricerca, innovazione, formazione. Il contenitore in cui opera risale agli anni ’50, ma nel frattempo le cure si sono evolute e si è sviluppata una sensibilità completamente diversa nei confronti dei diritti dei bambini. Ciò ha reso da tempo ormai insostenibile, sia l’assistenza che la ricerca» chiarisce Marzaro ricordando l’iter che ha portato a prevedere anche un Parco delle mura: «Le amministrazioni coinvolte sapranno trovare l’intesa per valorizzare adeguatamente le mura e rendere il progetto della Pediatria compatibile con i valori paesaggistici e architettonici dell’intorno» conclude «spetta a loro, con l’apporto degli interventi partecipativi ammessi in questi procedimenti, mediare gli interessi in gioco e trovare la soluzione più equilibrata che garantisca la tutela del patrimonio storico e i diritti costituzionali fondamentali, quali quelli insopprimibili alla cura e alla dignità della cura del malato. Credo che i tempi ancora lunghi per la realizzazione del Nuovo Polo della Salute siano incompatibili sia con la situazione attuale e impongano di arrivare rapidamente a una decisione definitiva che pesi con attenzione e lungimiranza gli interessi coinvolti, fermo restando il rispetto di tutte le prescrizioni imposte dalla Soprintendenza».

Infine, Marina Santi, professoressa di didattica e pedagogia speciale candidata in tandem con l’eventuale vicario Piero Martin, fisico: «La questione è di grandissima urgenza per la cura dei bimbi e per le condizioni di lavoro di molti colleghi» commentano i due «non possiamo permetterci ritardi e la procedura per l’esecuzione della struttura è già in fase avanzata, con la valorizzazione dei due poli della nuova Città della Salute. Allo stato attuale delle cose riteniamo che la nostra candidatura debba rispettare l’iter storico e politico arrivato al suo esito conclusivo attraverso intrecci di priorità diverse e importanti per la città. Resta fermo il nostro impegno a operare, nei limiti delle competenze del rettore, con la massima attenzione sul tema. Ciò per far sì che la realizzazione virtuosa di un grande Polo per la Salute si coniughi con la massima tutela ambientale, secondo criteri di sostenibilità rigenerativa. La valorizzazione della cinta muraria è prioritaria quanto la disponibilità urgente di nuovi spazi di cura per i bambini». —

Simonetta Zanetti

Video del giorno

In 10 contro un ragazzo, violenta aggressione a Frattamaggiore

Burger di lenticchie rosse

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi