Bandiera dell’Inter sventola dal campanile. Il parroco: «Con il tifo aggancio i fedeli»

Anguillara: don Giampaolo Assiso festeggia in modo inconsueto la conquista dello scudetto nerazzurro 

ANGUILLARA. L’Inter vince lo scudetto, il parroco sale sul campanile e srotola la bandiera nerazzurra per festeggiare il risultato tanto atteso. Un gesto che non poteva certo passare inosservato, quello di don Giampaolo Assiso, ex missionario, dallo scorso autunno alla guida della comunità di Anguillara. La fede calcistica e la richiesta di un giovane hanno convinto il sacerdote ad esporre la bandiera dell’Inter dall’alto del campanile, ben visibile anche da lontano e dall’argine dell’Adige.

Un gesto che non ha sorpreso chi conosce bene don Giampaolo e la sua passione per il calcio, non solo come sport “da tifo” ma soprattutto come occasione per avvicinare giovani e meno giovani, per condividere una passione e un obiettivo, far festa per il coronamento di un sogno, come quello dello scudetto, a lungo atteso. «Nel 2010, l’anno del triplete», ricorda don Giampaolo, «ero missionario in Ecuador e ho festeggiato da solo. Giovedì un giovane mi ha proposto di esporre la bandiera e, senza pensarci molto, l’abbiamo appesa. È solo una bandiera che svolazzerà per qualche giorno, per festeggiare una vittoria dopo 11 anni di attesa».

Simpatia

Unanime la simpatia e l’appoggio da parte dei parrocchiani, anche di chi interista non è. In tanti hanno guardato con un sorriso la bandiera nerazzurra che continuerà a sventolare ancora per qualche giorno. Anche sui social, dove spesso si annida chi non lesina critiche più o meno pesanti, in tanti hanno condiviso lo spirito dell’iniziativa del parroco.

«Lo sport, anzi il tifo sportivo», aggiunge il parroco, «diventa per un prete un ottimo spunto per fare una battuta, cercare un aggancio, iniziare un dialogo con una persona nuova, nella speranza di arrivare poi a discorsi più profondi, relativi alla fede e ai valori della vita. Se io come nuovo parroco devo avvicinare i fedeli alla chiesa, ebbene perché non cominciare con gli amici interisti? Ecco allora questo piccolo segno, che spero non dia fastidio a nessuno. Anzi chiedo scusa perfino al campanile ma lo faccio per rispetto: una bandiera svolazzerà solo per alcuni giorni, ma il campanile resta ben piantato come lo è da tanti decenni, segno della nostra solida fede in Gesù Cristo e nella sua umile e fragile Chiesa, di cui sono orgoglioso di essere parte. Abbasso il Covid-19 evviva lo scudetto dell’Inter». —

Nicola Stievano

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