Quaranta milioni per rifare le scuole padovane

Rivoluzione nell’edilizia scolastica grazie ai fondi da spendere entro 5 anni

PADOVA. La Provincia, grazie anche ai fondi ministeriali, dà il via alla rivoluzione dell'edilizia scolastica padovana: 40 milioni di euro, che dovranno essere spesi obbligatoriamente entro il 2026, per dare risposte concrete ad alcuni dei nodi più urgenti delle scuole superiori della città e della provincia. Le risorse saranno investite in tre tranche. Nella prima saranno stanziati 13 milioni di euro dal Ministero che andranno a coprire la ristrutturazione e l'adeguamento normativo dell'ala est dell'Istituto Selvatico (3,5 milioni di euro); in questa tranche sono contemplati anche gli interventi di adeguamento sismico al liceo Meucci-Caro (2 milioni di euro) e al liceo Fanoli di Cittadella (1 milione di euro); nonché un miglioramento sismico agli istituti Marconi-Bernardi (3 milioni di euro); Newton-Pertini di Camposampiero (1 milione di euro) e Rolando da Piazzola di Piazzola sul Brenta (1 milione di euro); infine la messa a norma per l'ottenimento del certificato di prevenzione incendi all'istituto Belzoni (1,3 milioni di euro).
Nella seconda fase lo stanziamento ministeriale è di 17 milioni di euro per realizzare un nuovo edificio da 600 posti più palestra (10,6 milioni di euro) di fronte alla scuola Gramsci-Cornaro in via Canestrini. Dovrebbe diventare la sede della succursale del Calvi, al momento ospite della scuola Ruzza, ma questa decisione non è irreversibile e sarà il confronto con il mondo della scuola ad avere l'ultima parola. Sempre in questa seconda fase è prevista la realizzazione di un altro edificio per 20 aule accanto al liceo Modigliani di via Scrovegni. Qui si trasferiranno due delle quattro sedi attuali del liceo Marchesi, in particolare quella di via Codalunga  e quella di via Bronzetti. Infine in questa seconda tranche è previsto il completamento dell'ampliamento dell'Istituto Pietro d'Abano di Abano Terme per dare una scuola vera ai ragazzi attualmente nei container.

L'ultima fase sono i 10 milioni di fondi provinciali (stimati in 5 anni) per l'ampliamento di 4 aule all'istituto Einstein di Piove di Sacco e il raddoppio del Convitto San Benedetto da Norcia perché ospiti il Convitto Magarotto dell'Arcella affinché i ragazzi sordomuti possano frequentare, con facilità e senza la necessità di grandi spostamenti, la scuola Magarotto che si trova a pochi passi dal San Benedetto.

 Alla presentazione della rigenerazione dell'edilizia scolastica c'era  Fabio Bui, presidente della Provincia : «In questo momento i soldi ci sono e non abbiamo nessuna intenzione di farceli "scappare" - commenta il numero uno di palazzo Santo Stefano - Per quanto riguarda il Valle non neghiamo che la nostra intenzione sia realizzare una nuova scuola, magari in un quartiere che potrebbe portare beneficio sociale al territorio. Stiamo pensando al futuro della Provincia pensando in prospettiva perché non accada che nel 2027 qualcuno debba rimetterci le mani».

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