Padova, bici rubata alla bimba autistica: gara per comprarne un’altra

Padova risponde con una mobilitazione solidale all’appello di una mamma derubata della sua bici

Dopo l’appello lanciato sul mattino, la città si mobilita per Giulia e la sua mamma Anna, derubate in ospedale 

PADOVA. In un solo giorno si è scatenata un’autentica gara di solidarietà. Sono tantissime le persone che hanno scritto e telefonato alla redazione del mattino offrendosi per dare una mano ad Anna, la mamma di Voltabarozzo a cui lunedì 3 maggio è stata rubata una bicicletta a pedalata assistita che per lei, ma soprattutto per la figlia Giulia, una bambina autistica di 9 anni, era molto più di un mezzo di trasporto. Madre e figlia erano infatti abituate a fare tutti i loro spostamenti in sella a quella bici, appositamente modificata per poter trasportare al meglio Giulia.

Il furto e l’appello


Purtroppo però la bicicletta lunedì mattina è stata rubata in ospedale dove l’avevano parcheggiata per andare a fare una visita oculistica. Per Giulia, che si è trovata davanti al lucchetto tranciato, è stato un duro colpo. Così Anna ha pensato di scrivere al giornale, sperando che anche il ladro più insensibile potesse mettersi la mano sulla coscienza e restituire la bicicletta a lei e alla figlia, magari lasciandola con un biglietto davanti alla loro parrocchia, quella di San Paolo.

La solidarietà

Ma se chi ha sottratto la bici non si è fatto sentire, sono invece arrivate tantissime dimostrazioni di solidarietà da persone che sono rimaste colpite dalla storia di madre e figlia e che vogliono dare il proprio contributo per acquistare una nuova bicicletta. C’è chi si è proposto di raccogliere i soldi necessari attraverso una colletta, chi vorrebbe dare il proprio contributo, chi si è candidato per comprare immediatamente la bicicletta, e chi ha addirittura pensato a un’asta artistica coinvolgendo anche il presidente della Regione Luca Zaia. Tutti sono stati messi in contatto con Anna, che non si aspettava tutta questa partecipazione alla sua disavventura.

Un pianto di gioia

«Non so davvero come ringraziare tutte queste persone», dice ora Anna. «Dopo la delusione per il furto della bicicletta, vedere che ci sono così tante persone di cuore mi ha veramente dato tanta gioia. Ho pianto tutto il giorno dall’emozione. Io non ho né auto né patente, ho perso il lavoro a causa del Covid e un’altra bicicletta adesso non potrei permettermela».

La gara di solidarietà

Le persone che si sono offerte di aiutare economicamente mamma e figlia sono davvero tante. «Sono sicura che riusciremo a ricomprare la bicicletta». Una donna leggendo l’articolo si è offerta di regalare la sua, a pedalata assistita, nuova e praticamente mai usata.

Un uomo il 5 maggio mattina ha fatto un bonifico a favore di Anna. Un avvocato padovano grazie alla sua associazione “Donne che aiutano le donne” ha iniziato a raccogliere fondi dagli associati che vogliono contribuire alla causa.

Un’azienda padovana ha invitato Anna ad andare in un negozio e scegliere la bicicletta, che poi a pagare ci avrebbe pensato il titolare. Ma non solo. Si stanno mobilitando anche i residenti del quartiere Voltabarozzo, uniti nel voler aiutare la famiglia, e infine un cittadino ha mandato una lettera a Zaia chiedendo un aiuto nell’apertura di un’asta che avrebbe l’obbiettivo di raccogliere fondi per l’acquisto della bici ma anche per aiutare con qualcosa in più la famiglia. «Sono un perito assicurativo e un pittore a tempo perso. Donerei tre mie opere da mettere in vendita o all’asta e tutto il ricavato sarebbe donato alla mamma». —


 

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