Vaccini Covid, Padova raddoppia: aperto un secondo padiglione in Fiera

Sarà gestito dall’Azienda ospedale università con un potenziale di 40 linee per 6.000 vaccini al giorno. Scemate le polemiche legate all’inefficienza del primo turno

PADOVA. Apre alle vaccinazioni anche il padiglione 8 della Fiera di Padova, con un potenziale di 40 linee per 6000 vaccini al giorno. Oggi e domani si parte al rallentatore con 5/10 linee aperte per testare l'organizzazione e la struttura, già da mercoledì si arriverà a 2000 vaccini al giorno.

"La Fiera diventa un hub vaccinale imponente, ci facciamo trovare pronti per le mega forniture di vaccini annunciate da questo mese" il commento del direttore generale dell'azienda ospedaliera universitaria di Padova Giuseppe Dal Ben.

Il padiglione 8, infatti, è completamente gestito dall'azienda che ovviamente opererà sempre in coordinamento con l'Usl Euganea. Dal Parlamento e dall’Inps, per la stessa cosa, si sono beccati un’autentica sberla in faccia. Sono in subbuglio in tutta Italia, i medici pensionati che a suo tempo avevano risposto con generosità all’appello del predecessore di Figliuolo, Domenico Arcuri, di mettersi a disposizione per poter estendere la platea dei sanitari disponibili a praticare le vaccinazioni anti-Covid: una circolare dell’Istituto, la numero 70 del 26 aprile scorso, integrata da una di pochi giorni dopo, stabilisce che per tutto il periodo in cui sono e saranno impegnati nella campagna, venga loro sospesa la pensione.

Tutto parte dal decreto governativo numero 2 del 14 gennaio scorso, trasformato poi nella legge 29 del 12 marzo, emendata in alcune parti: tra cui un galeotto inserimento dell’articolo 3 bis, il quale di fatto finisce per penalizzare proprio i pensionati che avevano aderito alla sollecitazione ad aderire alla campagna vaccini. Quella norma finiva per sospendere agli interessati la corresponsione del trattamento pensionistico per le mensilità lavorate e retribuite.

Una decisione che aveva sollevato la protesta, oltre che degli interessati, dei sindacati medici, i quali avevano coinvolto l’Ordine e diversi parlamentari. Ma l’Inps, imperterrita, ha tirato dritto senza aspettare che la questione venisse presa in considerazione.

Nasce da qui la citata circolare, oltretutto stesa in perfetto quanto esemplare burocratese, per decrittare il quale perfino un Bartezzaghi si troverebbe in pesante difficoltà. Già il testo è più un’enciclopedia che una disposizione operativa: oltre 2mila parole, circa 14mila battute, con un ampio ventaglio di destinatari.

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